TPL a Pavia: 100 licenziamenti e pericoli per la salute. Interviene Toninelli (Deputato M5S)


TPL (Trasporto pubblico locale) a Pavia: 100 licenziamenti e pericoli per la salute. Interviene Toninelli (M5S Camera dei Deputati): «un disastro sociale la cui responsabilità è solamente del PD».

«Cento licenziamenti e un inquinamento senza precedenti a causa degli scarichi degli autobus a gasolio: la responsabilità è del Sindaco Depaoli e della sua giunta PD. Il M5S Pavia ha chiesto chiarimenti per due anni e le risposte ricevute si sono rilevate degli imbrogli. Ora che siamo sull’orlo della crisi del tpl chiediamo all’amministrazioni soluzioni rapide: il tempo per gli annunci è scaduto» così Danilo Toninelli, portavoce lombardo M5S alla Camera dei deputati, sulla questione che per il M5S è da considerarsi alla stregua di un “licenziamento di massa”.  (Leggi la nostra denuncia: CLICCA QUI )

Il portavoce locale M5S Polizzi spiega: «Avevamo messo in guardia la Giunta Depaoli già nell’ottobre 2014. Per l’ennesima volta, il Sindaco, anziché ascoltare le istanze portate in Consiglio comunale dal M5S ha preferito non fare gli interessi dei cittadini pavesi ma perseguire gli interessi del proprio partito. Siamo davvero preoccupati per la situazione in città, si rischiano forti tensioni sociali. Si trovino le soluzioni e al più presto.

Non staremo zitti di fronte a 100 licenziamenti e al disinvestimento sugli autobus a metano: è in gioco la sicurezza sociale e la salute dei pavesi. Il M5S da ottobre 2014 ha avvertito, tramite il proprio portavoce in Comune Giuseppe Polizzi, dei rischi che si sarebbero avuti con il piano dei esuberi nel trasporto pubblico locale e ha chiesto che fossero previste particolari garanzie sull’utilizzo degli autobus a metano. Dopo due anni i nodi sono giunti al pettine e adesso si quanto prospettato dal M5S si sta concretizzando drammaticamente: se non vi sarà qualche tipo di intervento si profilano circa 100 licenziamenti nel trasporto pubblico locale e incisivi disincentivi sull’utilizzo degli autobus a metano.

La responsabilità di questa situazione è solamente del Partito democratico, che governa sia la città che la Provincia di Pavia e che non ha saputo tutelare gli interessi del territorio. Stupisce la totale incompetenza di chi ha trattato la partita del Trasporto pubblico locale: Sindaco Depaoli, Presidente della Provincia Bosone, assessori alla mobilità di Comune e Provincia Lazzari e Gramigna. Che hanno negato, e tutt’ora negano, e hanno accusato, mentre oggi stanno zitti, il M5S di strumentalizzazioni».

Gli esponenti del M5S circostanziano poi le loro accuse sulle specifiche questioni: in relazione ai potenziali cento esuberi, «perché – domandano – in modo anomalo, con il disciplinare di gara è stato previsto un numero fisso di lavoratori da assumere, ovvero al massimo 406, quando, di norma, il disciplinare di gara deve indicare i servizi da espletare e non il numero di lavoratori da assumere?

TPL Disastro Trasporti

L’assessore Gramigna lo sa o finge di non sapere che, al di là della pronuncia del TAR, dinnanzi al quale è stato impugnato il bando, in ogni caso salteranno quasi 50 posti di lavoro? E ancora, perché l’assessore, che solo pochi mesi fa si diceva convinto che non vi sarebbero stati esuberi, oggi dice che dovremo aspettare il TAR per avere certezze al riguardo? Come si può scaricare in questo modo una questione del genere e come può dipendere dalla decisione di un tribunale il posto di lavoro di 100 persone?

In ogni caso, perché nel disciplinare di gara sono stati previsti solamente 406 lavoratori quando era noto che i lavoratori in forze fossero circa 450?

Perché sono stati esclusi dal disciplinare di gara settori in sub-appalto che occupano, oggi, circa dai 40 ai 50 lavoratori?

Perché Sindaco Depaoli, il Presidente della Provincia Bosone, gli assessori Lazzari e Gramigna hanno negato, fino a qualche giorno fa, l’esistenza di questo grave problema, sollevato dal M5S dall’ottobre del 2014, e hanno accusato il M5S di strumentalizzare e di affermare falsità sulla questione?».

A questi interrogativi si aggiungono quelli sulla specifica questione degli autobus a metano: «Perché – chiedono ancora i portavoce pentastellati – nel disciplinare di gara non sono state inserite le clausole che avrebbero garantito concretamente gli investimenti sugli autobus a metano?

Come ha fatto il Sindaco a non accorgersi che, conferendo alla Provincia il ruolo di stazione appaltante del trasporto urbano fino alla definizione del Piano urbano mobilità sostenibile, la Provincia ha di fatto e unilateralmente modificato i termini dell’accordo, limitando le condizioni del trasporto pubblico urbano alle linee di servizio anziché a tutte le modalità? Non si è reso conto il Sindaco che in questo modo sono saltati i vincoli circa l’utilizzo degli autobus a metano?

Per quale motivo tra i settori esclusi dal sub-appalto nel disciplinare di gara vi è il settore che si occupa di manutenzione degli autobus a metano?

Quali impegni ha assunto l’attuale aggiudicataria Autoguidovie circa l’utilizzo degli autobus a metano?

Più in generale: c’è il rischio che venga dismessa la flotta degli autobus a metano, sulla quale sono stati investiti milioni di euro di soldi pubblici, e che quindi si torni a un massiccio utilizzo sul territorio di Pavia degli autobus a gasolio, con tutti i rischi da questi derivanti per la salute dei cittadini pavesi? Lo sa il PD che Pavia è già maglia nera della Lombardia per l’aria inquinata?»

«Queste sono tutte questioni concrete per le quali attendiamo urgentemente una risposta, perché la situazione per questo settore vitale per la città è ormai insostenibile. Non riconoscerlo è stata una grave colpa, di cui i responsabili devono farsi carico immediatamente. In ogni caso noi continueremo la nostra battaglia per la tutela dei lavoratori, dell’ambiente e della salute dei cittadini, anche in ambito nazionale», conclude il portavoce M5S alla Camera Danilo Toninelli.

 

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