Star Trek a Pavia: paradossi temporali al Consiglio comunale 1


Il Consiglio comunale ingrana i motori a curvatura, e finisce dritto dentro ad un tunnel spazio-temporale. Nella prima seduta post ferie, si discute degli indirizzi che il Sindaco dovrebbe seguire nel fare le nomine, proprio come prescrive la legge. Peccato che le più importanti, dal Policlinico ad ASM, le abbia già fatte. Poco importa, nella fisica fantascientifica del Consiglio la seduta di oggi ha un effetto retroattivo nel tempo, e legittima nomine già precedenti altrimenti a rischio.

E questo non è stato l’unico paradosso temporale: ancor più inquietante l’effetto loop. Una scena già vista che si ripresenta identica più e più volte, come un disco inceppato. Tutti i consiglieri, nel prendere la parola, esordiscono ripetendo la stessa identica formula: “Ricordo ai colleghi consiglieri che siamo qui oggi a discutere le linee generali di indirizzo per le nomine… E non c’è bisogno che ricordi l’importanza della questione…”. La stessa frase iniziale. Sempre. La dicono tutti. L’immagine trema per un istante e si ripete, bzzz, loop. Sembrano volersi vicendevolmente rassicurare che, si, è proprio delle nomine che devono parlare, e che, certo, la questione è molto importante… Ma veniamo all’emendamento più importante, proposto da Ottini che chiede che fra i requisiti generali dei candidati fra cui il Sindaco sarà chiamato a nominare i consiglieri negli enti, istituti ed aziende partecipate (cioè dall’ASP ai consigli di molti Collegi), dicevo – accidenti anch’io sono looppato! -, fra questi requisiti andrebbero inseriti anche “competenza, professionalità, moralità pubblica”. Insomma, prima di nominare qualcuno in un’azienda chiave per i servizi ai cittadini, ad esempio, Cattaneo e la Commissione nomine dovrebbero assicurarsi che i candidati abbiano le competenze necessarie. Ovvio? No, infatti l’emendamento è respinto.

Il consigliere Guerini obietta che la “moralità pubblica è di difficile definizione in un contesto odierno”. Parole sante. E prosegue con un esempio dall’astuzia romulana: le persone che oggi portano avanti le battaglie per la moralità pubblica sono degli ipocriti perché sono gli stessi che sono a favore della pillola RU486, parola di vescovo (ne cita uno, non ricordo quale). E conclude: “certe volte in un pollaio è più utile un dignitoso silenzio che un inutile starnazzare” (il consigliere Sacchi chiosa: “di questo passo si può anche fare a meno della moralità”). Laicisti marrani, non osiate mai più parlare di morale!

Il consigliere Gimigliano ce ne mette del suo: “Negli enti non a fini di lucro la professionalità non è richiesta”. Ah no?!? Al Fraschini chi ci mettiamo, un esperto di gestione degli enti culturali o un elettrauto? La minoranza ribatte: Pezza si dice ben conscio che le richieste di professionalità e competenza sono delle foglie di fico dietro cui ci sta ben altra logica: è la logica degli equilibri interni alla maggioranza, un consigliere d’amministrazione a te e uno a me. Pezza non ci sta: visto che la logica è la spartizione fra partiti, allora “si tenga conto degli equilibri politici nella città, non solo nella maggioranza!!!”. E gli interessi della città?

Tocca al capogruppo del PDL, Bruni, far notare che non si è parlato di due aspetti essenziali: la partecipazione ela responsabilità. Partecipazione nel senso che i nominati non dovrebbero essere unicamente uomini di partito, ma anche comuni cittadini competenti nei diversi settori. Finalmente qualcuno che lo dice! Inoltre, prosegue Bruni, chi viene nominato rappresenta il Comune in enti strategici, e dovrebbe riferire al Consiglio comunale sul suo operato almeno una volta l’anno. A quel punto accendo un cero ed intono un mantra: sono le cose che la Lista Civica a 5 Stelle va ripetendo da mesi, su questo blog e sui giornali: sentirle dire dal capogruppo del PDL mi fa quasi venire le lacrime agli occhi.

Poi mi riprendo, perché è in atto l’ultimo fenomeno paranormale: la dissociazione dei consiglieri. Sgotto, il Presidente del Consiglio Comunale, affaticato, nega la parola a Pezza. Pezza ha già fatto un intervento: se vuole parlare di nuovo può farlo solo se si dissocia da quanto egli stesso ha detto poco prima: così avrebbe un minuto di tempo per spiegare perché si dissocia da se stesso. ?!?!?!….%$&”?!? Se le molecole così dissociate si ricomponessero con un teletrasporto transfasico grazie ai tachioni del motore a curvatura, Pezza avrebbe un minuto in più?


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