Non di solo pane vivrà l’uomo….ma anche di acqua! 4


Giorgia Lo Martire

Il giorno 17 di settembre è successo qualcosa a Pavia….Già immagino qualche lettore scaramantico volgere il proprio sguardo al cielo e pensare “lo sapevo che di giorno 17 sarebbe successo qualcosa” ….ebbene per una volta, nonostante il razionalismo sia la mia filosofia di vita, mi trovo ahimè ad essere concorde.

E’ molto più facile per il fragilissimo ego umano attribuire gli accadimenti negativi del quotidiano a forze/energie negative esterne che prendono possesso dell’animo umano e lo inducono a produrre danno nei confronti di altri: in questa posizione adesso pretendo di collocarmi, perché una decisione, come quella che è stata presa quel giorno 17, a palazzo Mezzabarba,e cioè di spianare la strada (che porta) alla privatizzazione dell’acqua, risulta fuori da ogni possibilità di comprensione.

Infatti è stato respinto l’ordine del giorno presentato dall’opposizione che chiedeva uno slittamento del bando di gara concernente l’affidamento dell’erogazione, affinchè potesse essere valutata se non la possibilità di un affidamento diretto dell’erogazione quantomeno/almeno quella di consentire alle ASM operanti sul territorio di accordarsi per una partecipazione unitaria alla gara.

Il pericolo adesso di una gara “rapida” è che il vincitore molto probabilmente sarà costituito da una società privata, il cui scopo, come quello di tutte le società private, è il profitto, il lucro: acqua = merce (Vedi cosa è accaduto a Latina http://www.invisiblewater.org/ita/notizie/articoli/
le_mani_sull_oro_blu_manette_ad_acqualatina_come_funziona_il_business_dell_acqua )

Bisogna oltremodo sottolineare che la decisione del Consiglio pavese si inserisce in un quadro normativo in parte “blindato”: la legge regionale 26 del 6 agosto 2003. Tale normativa ha classificato l’acqua come un bene di rilevanza economica espropriandolo ai comuni e li obbliga alla messa a gara di tutti i servizi pubblici locali, acqua compresa quindi, prevedendo la possibilità per i privati di partecipare alle società patrimoniali. (Restano escluse di contro le reti idriche, che in quanto beni demaniali, sono indisponibili, ma (caratterizzate) da costi di manutenzione elevati).

Perché ho scritto in parte? Perché con la legge regionale 1 del 29 gennaio 2009 sono stati accolti da parte della Regione i quesiti referendari presentati da ben 144 comuni lombardi e modificata la precedente normativa: è stato abrogato l’obbligo com’era in precedenza della gara, prevedendo la possibilità per gli ATO lombardi (ambito territoriale ottimale, una sorta di consorzio pubblico tra provincia e i suoi comuni) di affidare direttamente la gestione e la erogazione dei servizi idrici a società totalmente pubbliche.

I nostri rappresentanti a Pavia hanno scelto di indire la gara, subito, velocemente, senza prendere del tempo.

E io non capisco.

Forse, come diceva Wittgenstein, su cui di cui non si può parlare si deve tacere.


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