“Le tariffe dell’acqua le deciderà il pubblico” Col televoto ?


Luis Alberto Orellana

Il segretario cittadino della Lega Nord, Antonio Grignani, interviene con una intervista su Telepaviaweb nella polemica sull’acqua con alcune indicazioni e informazioni utili a capire.
Innanzitutto Grignani sostiene che lo slittamento della gara che l’ATO deve indire per la scelta della società di erogazione dell’acqua non risulta una strada praticabile perché si rischierebbe, anzi no, si avrebbe la certezza di perdere cospicui finanziamenti regionali. Ha citato miliardi che si perderebbero (si immagina intedesse le lire “del vecchio conio” come si direbbe aprendo pacchi in tv). Invece non ce lo possiamo permettere. Si perderebbero finanziamenti utili a pagare interventi necessari ridurre le perdite idriche che invece gli acquedotti purtroppo hanno.
Lo stato degli acquedotti pavesi richiede quindi interventi urgenti? A leggere la documentazione che si può leggere nel sito dell’ATO di Pavia sembrerebbe di no. Infatti nelle tabelle finali riassuntive del “Rapporto delle Opere” del Piano di Ambito dell’ATO stessa sulle opere di acquedotto e sui depuratori della provincia di Pavia si leggono tutti giudizi positivi (stato buono o sufficiente) per tutte le opere con la sola eccezione della centrale S.Lucia dell’ASM di Garlasco (stato insufficiente).
Eppure si tratta di 341 pozzi, 122 sorgenti, 193 impianti di potabilizzazione e ben 362 serbatoi per un totale di quasi 4.000 km di tubi contando solo quelli per la distribuzione dell’acqua; ebbene solo una insufficienza ! E questo, ripetiamo, dal rapporto dell’ATO di Provincia di Pavia.
Lo slittamento della gara invece sarebbe utile secondo Albergati (fino a poche settimane fa presidente dell’ASM Pavia e quindi, diciamo, persona informata dei fatti) per consentire alle varie ASM della provincia pavese di consorziarsi e potere così partecipare con maggiori possibilità di successo a tale gara. La risposta sembra essere: Ci spiace ma siamo di fretta !

Altra informazione molto utile che il segretario Grignani ci propina è la seguente: le tariffe dell’acqua le deciderà il pubblico che, ci anticipa bontà sua, avranno un “lieve” aumento per ripagare gli investimenti.
Questa affermazione ci dovrebbe tranquillizzare, credo. Invece no. Pone più dubbi.
Infatti avremo a breve (ricordo “siamo di fretta”) un soggetto erogatore probabilmente privato che deve fare ingenti investimenti con l’accensione di mutui che ripagherà nel tempo con le tariffe “lievemente” aumentate. In quanto tempo ? Il Piano Economico Finanziario all’interno del Piano di Ambito prevede un periodo di 30 anni cioè fino al 2039. In tale periodo è prevista una diminuzione della popolazione della provincia di Pavia dai 463mila abitanti del 2008 ai 426mila del 2036 (dato tratto sempre dal Piano di Ambito dell’ATO stessa) con inevitabile diminuzione dei consumi di acqua e quindi minori entrate.
Evidentemente il conto economico di un soggetto privato orientato al profitto e alla erogazione di dividendi ai propri azionisti sembra incompatibile con lo scenario che si delinea: forti investimenti, entrate stagnanti o in lievissimo incremento.
Eppure molti soggetti privati sono interessati. Perché ?

Forse perché il privato non effettuerà davvero i forti investimenti tanto urgenti che non ci possiamo permettere di “aspettare” le municipalizzate ?

Se effettivamente poi non li facesse quale potere sanzionatorio avrebbe l’ente pubblico controllore ovvero l’ATO ?

Forse perché le tariffe subiranno una impennata come già successo in altre realtà in Italia ?

Forse perché il privato non metterà in atto politiche virtuose di riduzione dei consumi che anzi verranno incentivati?

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