Secondo tempo ovvero sulla mancanza di dialogo


 

Luis Alberto Orellana

dopo la “guerra dei filosofi” il Consiglio comunale del 26 Ottobre ha proseguito i suoi lavori con il successivo argomento ovvero con la richiesta di 16 consiglieri dell’opposizione di ridurre la efficacia dei vincoli relativi all’edilizia residenziale convenzionata.
In effetti, era già tardino almeno per me che la mattina mi sveglio alle 6.50 per andare a lavorare ma noto che insieme a me c’era tanto pubblico insolito per l’orario e in genere per le sedute del consiglio comunale. Sono cittadini pavesi che hanno acquistato casa grazie all’opportunità dell’edilizia in convenzione. Inoltre l’argomento mi tocca direttamente in quanto ho acquistato (nel 1999) un appartamento in edilizia convenzionata la cui convenzione comporta dei vincoli per la eventuale alienazione dell’immobile. Questi vincoli sono legati al fatto che il compratore deve possedere dei criteri soggettivi (reddito basso, acquisto come prima casa, etc.) e il prezzo di vendita è fissato per legge per evitare speculazioni. Infatti la edilizia convenzionata si è basata su un certo aiuto pubblico per consentire a tutti l’acquisto di una casa. L’eventuale vendita deve mantenere questi vincoli riducendo quindi però il valore commerciale dell’immobile.
Da subito mi accorgo che non siamo gli unici direttamente interessati. Infatti il vicepresidente del Consiglio Comunale Maggi segnala il suo conflitto di interessi in quanto vive in una abitazione di edilizia convenzionata (Cascina Pelizza) e non può quindi partecipare alla seduta su questo argomento. Immediatamente dopo di lui anche il Presidente Sgotto segnala la stessa circostanza (sono vicini di casa) e quindi anche lui non parteciperà alla seduta.


Il Consiglio comunale non ha ne Presidente ne Vice-presidente. Breve discussione e si procede con Labate come Presidente pro-tempore.
La tarda serata però non è propizia e la richiesta del PD di impegnare la giunta comunale a ridurre, entro 30 giorni, a 20 anni (esistono infatti vecchie convenzioni il cui vincolo ha una durata di 30 anni) la durata massima delle convenzioni di questo tipo firmate dalle precedenti amministrazioni comunali non ha vita facile. La richiesta del PD è supportata da una raccolta firme di agosto 2009 dei cittadini coinvolti, alcuni presenti nonostante l’ora in consiglio. Il consigliere Vigna segnala che una sentenza della Cassazione del Novembre 2008 dichiara che per la edilizia agevolata (analoga a quella convenzionata) dopo 5 anni non si può più definire speculazione. Il consigliere Bruni sembra d’accordo sulla richiesta ma (ahi, c’è un ma) si deve occupare la giunta di preparare un percorso da seguire per risolvere le varie situazioni che sostiene sono diverse le une dalle altre. La maggioranza chiede una sospensione dei lavori per poter discuterne internamente. Viene concessa da Labate. (Accidenti ma è tardissimo, penso tra me).
Alla ripresa dei lavori la maggioranza rientra con un proprio OdG che, secondo Bruni, rende ridondante quello del PD. Secondo questo OdG che risulterà quello vincente la Giunta Comunale preparerà un percorso per risolvere le varie situazioni presenti sul territorio (al Rione Maestà, alla Cascina Pelizza, in via Marangoni e in tutta Pavia, insomma). Niente vincoli di tempo per la giunta per preparare questo “percorso”, niente impegno certo di riduzione a 20 anni. Insoddisfacente.
Prima di arrivare a questo epilogo? Alcune schermaglie dialettiche. Intervento “istituzionale” di Fracassi che legge una relazione di un tecnico del Comune. Il consigliere Mognaschi che accusa la precedente amministrazione di aver a suo tempo rigettato il problema. Il consigliere Ottini che chiede a Mognaschi le prove di quello che afferma. Il consigliere Brendolise che ricorda che da agosto scorso la giunta ha la petizione dei cittadini ed è stato necessario portarla in consiglio per poter risolvere. Il consigliere Boffini lascia l’aula polemicamente dichiarando che si tratta di “giochetti sulla pelle dei cittadini”.
In conclusione, una brutta pagina del Consiglio Comunale. Puro scontro politico sulla pelle dei cittadini.

P.S. e a casa quasi all’una….con il pensiero che, come chiesto da Sacchi, si poteva invertire l’OdG fra “la guerra dei filosofi” e il concreto conflitto di interessi di Maggi e Sgotto in modo da mandarci tutti a letto prima (anche se con l’amaro in bocca e senza le “perle filosofiche”)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*