Stefano Cucchi, morto in carcere! 2


Sono un padre di un bambino bellissimo di 5 anni, si chiama Giacomo. Mi chiedo che cosa sarei capace di fare se un giorno dovesse succedere la stessa cosa a mio figlio! Il solo pensiero mi mette i brividi.
Vogliamo esprimere tutta la solidarietà alla famiglia Cucchi come alla famiglia Aldrovandi anche lui giovane e morto in circostanze non chiare dopo essere stato fermato dalle forze dell’ordine. Per Stefano le istituzioni hanno detto che è caduto.

GP

Se non siete genitori, allora immaginate di avere un figlio.
Di tenerlo sul vostro petto, per tutta la notte, quando pesa poco più di tre chili.
Di accarezzarlo mentre cerca il latte dal seno.
Di fare boccacce, intonare canzoncine e ballare come un giullare quando non ne vuole sapere di mangiare la pappa.
Di insegnargli ad allacciarsi le scarpe.
Di osservarlo di nascosto dalle grate di una ringhiera mentre sta in giardino nei primi giorni di scuola materna.
Di ascoltare i suoi primi ragionamenti.
Di accompagnarlo e assisterlo nelle sue prime difficoltà.
Di vederlo farsi uomo.
Di inorgoglirvi quando vi da soddisfazione.
Di domandarvi se le sue amicizie sono buone o cattive.
Di preoccuparvi quando non rientra a casa.
Di disperarvi perché non rientra a casa.
Di rassegnarvi perché non lo vedrete più vivo.
Di non darvi più pace perché non ne sapete il motivo.
Di morire dentro
perché siete morti dentro.

Se non siete genitori, allora immaginate di avere un figlio.
Di amarlo più di voi stessi.
Immaginate che qualcuno lo pesti fino alla morte.
Immaginate che non sarete più gli stessi.
************
In memoria di Stefano Cucchi e Federico Aldrovandi. Due figli che non sono tornati più a casa.
Domenico Finiguerra


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2 commenti su “Stefano Cucchi, morto in carcere!

  • Claudio

    Questa è una vicenda molto grave che penso sia stata ben raccontata dal Fatto Quotidiano…! Perche’ non concentrarsi invece per chiedere le dimissioni della giunta Poma?

  • Alessandro Ghigna

    Sono molto preoccupato. Ho 22 anni e non ricordo un caso simile a quello di Gariboldi e Grossi qui nella provincia di Pavia. Si stanno facendo sempre più espliciti i nostri “pezzi grossi ” locali che non esitano un secondo a manifestare la loro solidarietà agli indagati di turno. Io, onestamente, ci penserei non due, ma tre o quattro volte prima di dare la mia solidarietà anche al mio migliore amico di infanzia nel caso fosse stato indagato per ASSOCIAZIONE A DELINQUERE!!