Incostituzionale l’obbligo di separazione fra gestore ed erogatore del S.I.I.


Luis Alberto Orellana

La corte costituzionale oggi dichiara incostituzionale la legge regionale nr.18 del 18 Agosto 2006 nel suo articolo 4 comma 1, lettera p) dove si definiva: “L’Autorità organizza il servizio idrico integrato a livello di ambito separando obbligatoriamente l’attività di gestione delle reti dall’attività di erogazione dei servizi“.

La consideriamo una conferma della giustezza di chi lotta contro la privatizzazione dell’acqua perché mette in luce le forzature che tale legge regionale aveva introdotto. Temiamo, e ci auguriamo di sbagliarci, però che possa non avere grandi conseguenze pratiche, almeno da un punto di vista legale.

Infatti, ci sembra che questa sentenza di fatto renda inapplicabile (in quanto incostituzionale) una legge regionale che imponeva la obbligatorietà di separazione fra gestione ed erogazione (legge 18 del 2006) del S.I.I. (Servizio Idrico Integrato) ma che è stata nel frattempo modificata dal legislatore sostanzialmente (legge regionale n.1 del 2009) ovvero non imponendo più la separazione obbligatoria. La Corte ha infatti ritenuto di produrre la sentenza attuale in quanto la legge regionale 18 del 2006 dichiarata incostituzionale è stata in vigore da Agosto 2006 a Gennaio 2009 e quindi per le conseguenze che la legge in tale periodo avrebbe prodotto.
In Provincia di Pavia, la separazione viene però a essere una scelta che l’ATO di Pavia ha liberamente fatto non per obbligo dunque ma nell’errata convinzione del beneficio all’utenza.
Infatti dal 29 gennaio 2009 era in vigore la legge n.1 che già eliminava l’obbligo di separazione e l’ATO Pavia ne era ben conscia ma purtroppo nell’assemblea consortile del 27-3-2009 dedicata a discutere proprio le novità introdotte dalla legge regionale nr.1 ha perserverato nella scelta di mantenere la separazione fra gestione ed erogazione e proseguire nel percorso verso la gara.

Ecco qui sotto la parte finale del testo della sentenza della corte costituzionale depositata oggi

(omissis)per questi motivi

LA CORTE COSTITUZIONALE

dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 49, comma 1, della legge della Regione Lombardia 12 dicembre 2003, n. 26 (Disciplina dei servizi locali di interesse economico generale. Norme in materia di gestione dei rifiuti, di energia, di utilizzo del sottosuolo e di risorse idriche), come sostituito dall’articolo 4, comma 1, lettera p), della legge della Regione Lombardia 18 agosto 2006, n. 18 (Conferimento delle funzioni agli enti locali in materia di servizi locali di interesse economico generale. Modifiche alla legge regionale 12 dicembre 2003, n. 26 “Disciplina dei servizi locali di interesse economico generale. Norme in materia di gestione dei rifiuti, di energia, di utilizzo del sottosuolo e di risorse idriche”);

dichiara non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 49, comma 4, della legge della Regione Lombardia n. 26 del 2003, come sostituito dall’articolo 4, comma 1, lettera p), della legge della Regione Lombardia n. 18 del 2006, sollevate, in riferimento agli artt. 117, secondo comma, lettere e) e p) della Costituzione, in relazione all’articolo 148, comma 5, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale), dal Presidente del Consiglio dei ministri con il ricorso indicato in epigrafe.

Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 16 novembre 2009.

F.to:

Francesco AMIRANTE, Presidente

Paolo MADDALENA, Redattore

Giuseppe DI PAOLA, Cancelliere

Depositata in Cancelleria il 20 novembre 2009.

Il Direttore della Cancelleria

F.to: DI PAOLA

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