Politica dell’ospitalità: assessore Ciocca, che diamine vai dicendo? 1


uno sporco immigrato: Einstein negli Stati Uniti

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Ospite è una parola bellissima, che nomina sia chi accoglie sia chi è accolto. Come a dire che siamo tutti ospiti: d’altronde la terra e i luoghi non sono un possesso, li abbiamo ereditati e dobbiamo prendercene cura come ospiti, appunto, per poi consegnarli alle generazioni future. Eppure c’è chi, come l’assessore Ciocca, rivendica questo e quello, come se i cittadini fossero “padroni” dispotici, invece che abitanti di un luogo e di una società di cui essere responsabili. La proposta, da egli avanzata, di un tetto al numero dei migranti residenti nei comuni è più che un affronto al buon senso, è uno schiaffo razzista ai diritti delle persone. Un attacco non sorprendente, beninteso, visto che il centrodestra al governo della regione ci ha abituati a gesti crudeli e miopi nei confronti delle minoranze, tanto da indurre il cardinal Tettamanzi a richiamare i valori della solidarietà e dell’integrazione, per sentirsi poi subito rispondere a muso duro da La Padania “cardinale o imam?”.

Il richiamo di Tettamanzi è più che mai valido di fronte all’arroganza della proposta di Ciocca, così come sono sempre validi e da difendere i principi della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, che all’art. 1 recita: “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza”. Rileggendo queste parole, non possiamo non chiederci quale dignità venga riconosciuta alle famiglie sinti sbattute in mezzo a una strada in pieno inverno, o ai migranti lavoratori che Ciocca vorrebbe contingentare con una norma di evidente stampo razzista. Che ne è dell’ospite che siamo, e della responsabilità a cui siamo chiamati, verso noi stessi e verso gli altri?

Iolanda Nanni

Cesare Del Frate

MoVimento 5 Stelle Lombardia

[di seguito la lettera dell’assessore provinciale Ciocca alla Provincia Pavese, ndr]

Stranieri «limitati» nei nostri Comuni

Limite di studenti stranieri nelle classi dei nostri figli: è questo il provvedimento che il ministro Gelmini vuole attuare per far fronte all’aumento, anno dopo anno, di stranieri nelle scuole. Proprio la Lega qualche tempo fa aveva sottolineato la necessità di un distribuzione degli studenti stranieri proporzionata al numero complessivo degli alunni per classe, per favorirne la piena integrazione e scongiurare il rischio della formazione di classi a maggioranza di alunni stranieri. Così come è di logico buon senso la proposta leghista di creare «classi ponte» per permettere che gli stranieri apprendano l’italiano prima di entrare nelle classi tradizionali. Se il problema del sovraffollamento di stranieri emerge prepotentemente nella scuola, altrettanto urgente è la situazione nella vita di tutti i giorni, di cui la scuola è fedele specchio. Condomini a prevalenza di immigrati; quartieri dove la presenza di italiani è ormai ridotta al minimo; cantieri in cui gli stranieri costituiscono la percentuale più elevata rispetto ai lavoratori italiani; vie commerciali in cui i negozi più diffusi sono quelli di extracomunitari. Quattro milioni e mezzo sono gli stranieri in Italia, con la presenza più elevata in Lombardia. Se non vorremo che fra poco all’anagrafe vengano iscritti più Tariq e Mohammed che Carlo e Roberta occorre fare qualcosa. La mia proposta è dunque rivolta agli amministratori locali pavesi, ai nostri sindaci, che quotidianamente affrontano il problema dell’immigrazione. Facciamoci promotori presso il governo di una richiesta: mettere un limite nel numero di residenze di immigrati per ogni Comune. Non sia, questa proposta, oggetto di facili strumentalizzazioni, ma sia colta come risposta ad un problema che riguarda noi, italiani, e loro, stranieri. I fatti di Rosarno dei giorni scorsi, di Castel Volturno di poco tempo fa siano da monito. Il sovraffollamento di stranieri danneggia tutti: noi e loro; non permette l’integrazione reale e diventa un problema di sicurezza e sociale. Nei prossimi giorni i sindaci riceveranno una proposta che, se vorranno, potranno sottoscrivere: residenza controllata e più sicurezza per tutti.

Angelo Ciocca assessore Lega Nord Provincia di Pavia

La Provincia pavese, 12 gennaio 2010



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Un commento su “Politica dell’ospitalità: assessore Ciocca, che diamine vai dicendo?

  • Claudio

    Complimenti Iolanda e Cesare un bell’articolo !c’è solo un piccolo errore grammaticale…,ma l’importante e’ il pensiero che il commento evoca…!