Politica e Amministrazione: i due livelli non coincidono nel caso Punta Est


In una serata calda e dai toni “stranamente” pacati si è svolto in consiglio comunale il dibattito sul  nuovo caso che riguarda il già flagellato territorio pavese e anticipato dai quotidiani locali: l’attenzione dei cittadini della nostra provincia, il cui respiro è stato già contaminato dalle fantastiche-meravigliose esalazioni di amianto fino a terminare con i voluttuosi fumi dell’inceneritore di Corteolona (tanto da far avere a qualcuno forti allucinazioni sulle  surreali curve di un’ipotetica Broni-Mortara) è stata catapultata in città, zona-quartiere Punta Est.

Non riassumo la vicenda,già ampiamente approfondita nell’articolo precedente di Cesare sul nostro blog,ma ne pongo un’altra, più ampia, che è emersa dalla discussione: il rapporto tra politica e amministrazione.

La “pacata” opposizione (nelle persone di Sacchi, Castagna, Ferloni e Vigna) chiede che la Politica (quella della Giunta) riprenda il suo ruolo di attore principale non sfuggendo alle responsabilità che nascono dal mancato controllo delle autorizzazioni procedurali in merito a una variazione di destinazione d’uso non prevista dal vecchio piano regolatore, corredata di pareri negativi tecnici e legali e “forse sanabile” a posteriori con il PGT ; che della cosa se ne parli in commissione garanzia; che si inizi a pensare a un tipo di edilizia contrattata che favorisca il progresso della città e non la mera soddisfazione di un profitto privato; che l’assessore si dimetta.

Di contro l’altrettanto “pacata”maggioranza (Mognaschi, Adenti, Bobbio Pallavicini P., Fracassi e Cattaneo), dopo aver ringraziato per i toni moderati del confronto, risponde con fermezza che la questione non può essere affrontata in sede di consiglio comunale,al massimo in sede di commissione di garanzia, in quanto è una vicenda ancora in fieri, che è compito della magistratura indagare sulla correttezza e legalità dell’operato tecnico-amministrativo, campo che risulta indipendente da quello politico.

Quest’ultimo punto è stato ribadito con fermezza sia dall’assessore Fracassi che dal sindaco Cattaneo: entrambi si prenderanno la responsabilità politica del caso, ma oltre non possono andare, in quanto non è compito della politica “invadere”un campo come quello tecnico, demandato con fiducia al dirigente di turno, perché la legge non permette di ordinare a un dirigente di fare questo o quello,  e che l’unico difetto che può essere rimproverato a questa amministrazione comunale è quello di aver “delegato troppo”, in virtù di quel principio di trasparenza che risulta (a loro dire ovviamente) l’elemento cardine che caratterizza l’operato dell’amministrazione stessa.

Ed è sempre con tono pacato che il Sindaco stigmatizza l’operare di alcuni consiglieri comunali di cui non gli piace “la politica della carte portate in procura”, rivolgendo il suo (non pacato) sguardo verso quel consigliere comunale (che potrebbe essere suo padre) che essendo un “cittadino in comune”, venuto “dal basso” ha forse ancora l’idea (utopica?) che la politica non sia nient’altro che quello che dicevano gli antichi antenati greci: politichè techne ovvero l’arte di amministrare la città.

Giorgia Lomartire-Movimento 5 stelle Pavia

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