Firme false alle ultime regionali: un primo patteggiamento?


Riportiamo qui l’articolo pubblicato oggi dalla Provincia Pavese e riferito al coinvolgimento di un esponente locale del PDL nella inchiesta sulle firme false per la presentazione delle liste alle ultime elezioni regionali.
Attendiamo fiduciosi la conclusione dell’iter processuale ma si resta sorpresi nel constatare che il principale partito della Lombardia sembra non riesca a raccogliere le relativamente poche firme necessarie per presentare legittimamente le candidature.
E’ ipotizzabile che la definizione delle candidature all’interno del listino del Presidente ovvero i nomi degli 8 candidati che senza campagna elettorale personale avrebbero guadagnato un seggio in consiglio regionale possa avere originato la necessità di falsificare le firme.
E’ sorprendente che questa, secondo tanti autorevoli commentatori, sarebbe la “Politica” dei partiti che si contrapporrebbe all’Anti-politica dei movimenti dei cittadini. Verrebbe da pensare l’opposto ….

SABATO, 28 APRILE 2012

Pagina 24 – Cronaca

Firme false, indagato pure Podestà

Nell’inchiesta coinvolto anche l’ex sindaco di Bascapè, Secchi: vuole patteggiare

BASCAPE’ Nell’inchiesta sulle firme false della lista di Formigoni, che ieri è costata un avviso di garanzia al presidente della Provincia di Milano Guido Podestà, è coinvolto anche Gianluigi Secchi, ex consigliere provinciale del Pdl ed ex sindaco di Bascapè. Secchi, che ha chiesto di patteggiare un anno di reclusione per l’accusa di avere autenticato 20 firme che si sono poi rivelate false (c’è già il parere favorevole del pubblico ministero Alfredo Robledo), era stato iscritto nel registro degli indagati più di un anno fa, insieme ad altre 14 persone, tra consiglieri e sindaci della Lombardia. In questa stessa inchiesta anche Podestà ha ricevuto un avviso di conclusione delle indagini. L’esponente del Pdl è accusato di falso ideologico, pluriaggravato e continuato, perché – come riportato nell’atto firmato dal procuratore aggiunto milanese Alfredo Robledo, che ha coordinato le indagini condotte dai carabinieri – sarebbe stato il «promotore» della presunta falsificazione di 926 firme che sono servite per far concorrere alle Regionali di 2 anni fa la lista “Per la Lombardia” di Formigoni e quella del Pdl per la circoscrizione provinciale milanese. Il presidente della Provincia, indagato nella sua qualità all’epoca di coordinatore lombardo del partito di Berlusconi, ha voluto ribadire, come aveva già fatto in passato, la sua «estraneità ai fatti che mi vengono contestati». Lo stesso Podestà ha chiarito «che la gestione esecutiva e gli adempimenti amministrativi della presentazione delle liste non erano di mia diretta competenza, in quanto sempre stati, in ogni tornata elettorale, di responsabilità di un apposito ufficio del partito». Precisando, inoltre, che la vicenda «non ha nulla a che fare con l’attività istituzionale e di amministrazione della Provincia». (m. fio.)

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