Facciamo sentire la voce dei lavoratori 3


di Iolanda Nanni

Il mondo del lavoro, nonché la nostra Costituzione fondata appunto sul lavoro, sono stati traditi da vent’anni di interventi legislativi che hanno progressivamente precarizzato e umiliato la condizione dei lavoratori. La pseudo-sinistra italiana, DS prima, PDmenoelle oggi, sono stati il centroavanti di sfondamento dei diritti dei lavoratori, a partire dal pacchetto Treu che per primo ha iniziato lo smantellamento dei contratti a tempo indeterminato conclusosi oggi con il sabotaggio bipartisan dell’articolo 18 (per non parlare della contro-riforma delle pensioni o della questione esodati, tutte misure votate sia dal PDL che dal PDmenoelle). Il PDmenoelle è il principale difensore del modello Marchionne: è ora di dire basta! La Seconda Repubblica si fonda sulla riduzione del lavoro a precariato: per invertire questa rotta nefasta, il M5S chiede la cancellazione della legge Biagi e l’introduzione di un contratto unico. La flessibilità è, ed era, già consentita dalle partite IVA, non abbiamo bisogno di una jungla contrattuale che serve solo a svilire il mondo del lavoro.

Dire questo non basta: è anche necessario tornare a praticare politiche di tutela e valorizzazione dell’economia locale. Questo può e deve essere fatto anche a livello regionale per esempio promuovendo i Km zero in agricoltura, incentivando i prodotti tipici locali, creando reti virtuose di commercializzazione dei prodotti tramite l’incontro diretto fra agricoltori e consumatori (sul modello dei farmer’s market e dei negozi degli agricoltori), disincentivando la grande distribuzione, favorendo il turismo eno-gastronomico nel quale proprio la nostra Provincia vanta delle eccellenze internazionali, dai vini dell’Oltrepò al riso della Lomellina.

Oltre all’agricoltura, altri settori vanno incentivati e valorizzati, a partire dalle piccole e medie imprese. Ad esempio, abbiamo bisogno di un piano straordinario di efficientamento energetico degli edifici pubblici e privati, che darebbe lavoro a moltissime imprese nei settori del fotovoltaico, del geotermico, della ristrutturazione passiva delle abitazioni. Non ha senso importare i pannelli fotovoltaici dalla Cina per poi costruire inceneritori in Lombardia: un’economia sostenibile non fa solo il bene dell’ambiente ma anche del lavoro e dell’impresa.

Anche le pari opportunità fanno bene al lavoro: incrementare il telelavoro è uno dei nostri punti chiave per rilanciare la Lombardia. Il telelavoro, praticabile in moltissime tipologie lavorative, consente ai cittadini di lavorare da casa facilitando la conciliazione dei tempi di vita e di cura (di anziani e bambini) con i tempi di lavoro. Dobbiamo anche potenziare i servizi quali asili nido, asili aziendali, servizi alla persona, per aiutare l’occupazione femminile. La professione deve conciliarsi con le esigenze di vita personale e familiare, questo è un diritto fondamentale.

La priorità è, a livello nazionale, superare la precarietà e tutelare le imprese e i lavoratori della Repubblica italiana, in ottemperanza alla Costituzione. Anche le Regioni, a partire dalla Lombardia, devono fare la loro parte. Noi siamo pronti. La democrazia ha bisogno di tutti: facciamo sentire la voce dei cittadini e dei lavoratori!


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3 commenti su “Facciamo sentire la voce dei lavoratori

  • AndreaR

    Ma guarda, neppure ancora eletta e già parli da politica: parole parole parole; non è indicata una reale misura che intendi adottare per ottenere i risultati che ti prefiggi. Parole parole parole

  • cesare

    Andrea ti ringrazio del commento che mi consente di illustrare i fatti con cui Iolanda Nanni ha supportato i lavoratori pavesi. In primis ovviamente fondando il Coordinamento comitati pendolari della Provincia di Pavia: come noto i pendolari sono tali in quanto lavoratori e la loro qualità di vita dipende anche dall’azione dei Comitati riuniti nel Coordinamento fondato da Iolanda. Puoi chiedere a loro in qualità di lavoratori cosa pensino dell’operato di Iolanda in questi anni. Sempre insieme al Coordinamento pendolari Iolanda ha avviato significative collaborazioni coi sindacati del settore trasporti, fra cui il sindacato Orsa con un’azione congiunta che ha portato a una senzione a Trenord per il mancato rispetto dei diritti sindacali. E’ importante conoscere le azioni concrete che i candidati hanno promosso sul territorio a difesa del lavoro: per cui grazie per lo spunto che ci hai dato!

  • contex

    Purtroppo le decisioni per la collettività le si devono prendere a livello politico, dai rappresentanti eletti dai cittadini per il quale si spera, l’eletto rappresenta i propri interessi. Si parla spesso di opere nuove a livello provinciale..senza per la minima idea di conservare e migliorare quelle vecchie. Si parla di broni-mortara quando abbiamo un ponte di 100 anni, quello della Becca che spezza in 2 l’oltrepo pavese a livello di logistica industriale. Il trasporto su gomma di molte aziende viene aggravato da un giro lunghissimo per aggirare il ponte malato, ma di questo pare che ai politici locali attuali non gli frega un tubo. Rotonde inutili, tipo le 10 tra Pavia e Landriano hanno sperperato negli anni finanze che potevano essere indirizzate ad altre cose gia esistenti. Ci vogliono idee nuove dettate dai cittadini e non dai soliti partiti tipo pd che sono il NULLA, non fanno un tubo nell’interesse dei cittadini:Il problema dei pensolari tipo Milano -mortara e’ uno dei misteri della lombardia, no si capisce perchè una linea cosi trafficata viene sistematicamente lasciata allo sbando nel menefreghesmo generale dei politici e dai vertici delle ferrovie…siamo un paese dei tutti contro tutti.speriamo in un vento nuovo.