Le elezioni italiane sono un trionfo per la democrazia 9


di Simon Jenkins (articolo pubblicato su The Guardian, traduzione di Cesare Del Frate)

Sono giorni di gioia! Le elezioni italiane sono state un trionfo per la democrazia. “Nessun Papa, nessun governo, nessun capo politico”, è stato per giorni un tweet virale, che ha salutato l’arrivo a Roma della “politica punk”. Il risultato è un antidoto non solo alla corruzione politica italiana, ma al dogma dell’austerità che oggi tiene l’Europa per la gola. L’unico modo per allentare la presa di questo dogma è il voto. Congratulazioni, Italia! Il più spettacolare vincitore è Beppe Grillo, un fortissimo comico e autore di satira con un messaggio molto chiaro: l’austerità, l’euro e la corruzione sono tutte insieme da condannare per la malattia perdurante dell’Italia. Quando i politici hanno cacciato Grillo dalla TV, lui si è spostato sul suo blog e nelle piazze. Il suo goal sono state le elezioni.

La prima vittima di Grillo è stato il Primo Ministro Mario Monti. Monti è stato messo al comando dalle banche un anno fa per imporre una sofferenza senza limiti all’economia italiana, per blindare l’euro e di conseguenza proteggere i crediti delle banche tedesche e di altri Paesi. Mario Monti, il sodale dei banchieri.

Come la Grecia e senza una moneta sovrana a sopportare lo shock, l’economia italiana doveva essere torturata. E infatti è crollata di almeno 2,4% punti di PIL lo scorso anno, con la disoccupazione oltre il 10%. Monti ha promesso di mantenere l’economia italiana in questa spirale autodistruttiva, senza crescita e sempre meno capace di ripagare i propri debiti. Le future generazioni sarebbero state perennemente incatenate alle banche tedesche. Grillo ha dato voce a queste generazioni. La sua proposta politica più forte e coerente potrebbe essere un referendum sull’euro, ma lasciare l’eurozona è la chiave che apre la porta della prigione.

Pare che per un’intera decade l’Europa debba essere dominata dalle “politiche dell’austerità”, un gioco d’azzardo con l’economia di un intero continente paragonabile a ciò che avvenne negli anni ’20 del ’900. I leader politici (e i rispettivi banchieri) proclamano che l’austerità è la punizione “necessaria” da somministrare ai cittadini europei per consentire ai loro governi di indebitarsi oltre le loro possibilità. Questa linea non consente nessuna crescita per ripagare i debiti, né una svalutazione monetaria per farli diminuire. Il messaggio è: dimenticativi di Keynes, e accettate la medicina, anche se è un veleno.

Pur essendo fuori dalla camicia di forza dell’euro, il Premier della Gran Bretagna George Osborne sostiene che l’austerità non ha confini. Mentre Osborne desertifica i consumi interni e l’economia puntualmente si inabissa, le entrate statali affondano, e il deficit e il debito aumentano. Questo è un classico circolo vizioso. Questi ministri delle finanze sono come sacerdoti aztechi di fronte all’altare. Il sacrificio di sangue fallisce nell’invocare la pioggia, chiedono ancora più sangue.

E’ possibile prendere in giro una sola democrazia per così tanto tempo. L’attuale dogma anti-keynesiano va avanti da quattro anni, e molto semplicemente non sta funzionando. In Grecia e Spagna, la disoccupazione ha raggiunto un impressionante quarto della forza lavoro. La Francia è in difficoltà e persino in Germania il trend ci mostra una crescita in caduta libera.

I leader europei stanno stolidamente portando le loro economie in depressione, condannando forse per sempre la competitività dei rispettivi Paesi con il resto del mondo. E non possono dare la colpa di questo a nessun altro se non a se stessi. Stanno facendo tutto da soli, volontariamente, in cieca sottomissione agli dei della “fiducia dei mercati”, che da tempo li hanno abbandonati.

Chiaramente questi leader dogmatici sono impermeabili a ogni idea alternativa. Anche gli economisti sono, per i governi attuali, ciò che i medici furono per le compagnie di tabacco: utili venditori di pentole fino all’ultima occasione. Il cambiamento verrà soltanto da un “potente colpo alla testa” e da uno strumento adeguato. Quello strumento è il voto.

Se c’è qualcosa che un politico teme più di un banchiere centrale, sono le elezioni. La Grecia lo scorso anno si è fatta sedurre dalla stella dell’anti-austerità, Alexis Tsipras. L’Olanda è fieramente anti-austerità. La Francia ha visto la sinistra anti-austerità cacciare dalla Presidenza Nicola Sarkozy. L’austerità in Spagna è alla mercé dei separatisti catalani. L’Italia ha Grillo, e il Cielo sa cosa potrebbe uscirne.

L’Italia è stata a lungo il Paese straniero più amato in Gran Bretagna. La politica italiana stabilirà un nuovo equilibrio. Se l’Italia sarà fortunata, uscirà dall’euro mettendosi sulla strada della rinascita. Se non sarà fortunata, sarà per sempre schiava dei banchieri dell’eurozona. In ogni caso l’Italia ricorderà il momento decisivo delle elezioni di Febbraio 2013, e lo ricorderemo anche noi inglesi.

Pubblicato su The Guardian, 26 Febbraio 2013 (l’originale qui).


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9 commenti su “Le elezioni italiane sono un trionfo per la democrazia

  • rossella maccolini

    Queste Elezioni hanno dato una piccola svolta ma non quella risolutiva perché gli Italiani non hanno capito e non è stato spiegato loro in modo chiaro. L’Italia è finita e in queste condizioni,ce l’hanno portata i nostri politici ladri e corrotti per cui,il problema è MANDARLI VIA.
    Per fare questo,L’UNICO MODO è che tutto il popolo,voti la stessa cosa.Fino adesso,siamo stati frammentati in vari Partiti,questa volta,invece,Grillo ci ha messo a disposizione qualcosa di meraviglioso,il M5S,che siamo noi,che E’ IL POPOLO ITALIANO,il quale,votando per sé stesso,HA AVUTO LA POSSIBILITA’ DI STERILIZZARE IL PARLAMENTO,attuare un periodo di Democrazia Diretta per cambiare la Costituzione ed ELEGGERE 25 ECCELLENZE,senza colore politico,che collaborassero per il bene del Paese.
    QUESTO,AVREMMO DOVUTO FARE e,adesso,l’Italia sarebbe già rinata perché tutto il mondo si sarebbe precipitato ad investire da noi.
    NON E’ STATO COSI’,perché siamo troppo coglioni,perché,nonostante stia chiudendo tutto e la gente si ammazzi,non abbiamo cercato di far funzionare la nostra testolina e di essere,PER UNA VOLTA,tutti quanti uniti.
    Io non sono così.Ho sperato fino all’ultimo ma,adesso,mi sento a disagio ad essere Italiana.

  • paperoga

    Il titolo originale dell’articolo è: “Le buffonate di Beppe Grillo possono adesso scuotere l’intero sistema europeo” (“Beppe Grillo’s antics may yet shake the whole European system”).

    Titolo che risulta tuttavia incomprensibile se ci si sofferma alla “parziale” traduzione dell’articolo qui proposta.

    Quando, come in questo caso, non si traduce per intero un testo, si dovrebbero segnalare i “tagli” con dei puntini di sospensione tra parentesi.

    E’ un vero peccato che sia stato tagliato il brano in cui si ricordano i precedenti storici del populismo selvaggio (“wildcat populism”) e quali forme esso vada oggi assumendo nel mondo.

    E poi il M5S si lamenta, a torto, di una “citazione fuori contesto” nel titolo di un articolo sul corriere.it che riprende, esattamente, una dichiarazione di Grillo ad un giornalista del Time, mah?

    • cesare

      Quello da noi pubblicato è un estratto dell’articolo. Abbiamo linkato l’articolo originario, così che chiunque potesse leggerlo direttamente. Non vedo nessuna scorrettezza in tutto ciò.

  • paperoga

    Ah, è un estratto! volevo ben dire, ma allora perché non dirlo subito? no, perché sotto il titolo di “comodo” si legge: ‘articolo pubblicato su The Guardian, traduzione di Cesare Del Frate’; e in fondo alla “traduzione” (google translate?): ‘Pubblicato su The Guardian, 26 Febbraio 2013’.

    Non si legge da nessuna parte che si tratta di un estratto, così come non si specifica che si tratta di una liberissima traduzione (e se con ‘punk politics’ l’autore non avesse inteso riferirsi a tagli di capelli poco ortodossi o ai Ramones, ma solo cercato di tradurre in inglese un concetto assai caro al M5S, chissà?).

    Neppure si segnalano i tagli (…), però si rinvia, per correttezza, all’articolo originale inglese ‘così che chiunque potesse leggerlo direttamente’. Ma a condizione di conoscere l’inglese e sapere cosa voglia dire ‘punk’, altrimenti ci si deve accontentare di una traduzione ‘da poco’, o se si preferisce ‘dal basso’.

    Scorrettezza? ‘Honni soit qui mal y pense’ (sia biasimato chi pensa male)!

    • cesare

      non so quale sia la sua conoscenza dell’inglese ma la mia è buona e l’articolo l’ho tradotto io, non certo con Google translator (ma lei ha mai letto una traduzione fatta con Google translator??? Ha presente come sono?). Che la traduzione fosse mia è specificato anche nell’articolo ma forse l’ha letto con superficialità. Per chi non conosce l’inglese, come da lei riportato, c’è google translator e quindi l’articolo originale, linkato, è accessibile a tutti. Detto questo mi sembra che lei stia montando una polemica sul nulla

  • paperoga

    per dirimere definitivamente la questione, non le pare che le basterebbe offrire una traduzione integrale dell’articolo?

    • cesare

      le ho già spiegato come l’articolo originale sia facilmente consultabile dal link riportato. Se vuole lei è libero di fornire una traduzione integrale sulla piattaforma che preferisce

  • paperoga

    Caro Del Frate,

    che il traduttore dell’articolo fosse lei mi è sempre stato chiaro, fin da prima che mi rispondesse dandosi pomposamente del “noi” (commento n°3). Tanto è vero, scripta manent, che replicando poi alle sue parole l’ho indicata come tale: sotto il titolo di “comodo” si legge: ‘articolo pubblicato su The Guardian, traduzione di Cesare Del Frate’ (commento n°4).

    Si rassicuri dunque, ho letto la sua “traduzione” con l’attenzione che meritava e l’ho affrontata al testo originale, è così che ho notato i suoi “tagli” segnalandoli ai frequentatori di questa piattaforma cui, evidentemente, erano sfuggiti (non so se per pigrizia o per scarsa dimestichezza con la lingua inglese).

    E’ prassi consolidata, e un intellettuale del suo stampo dovrebbe saperlo bene, segnalare i tagli ad un testo con dei puntini di sospensione tra parentesi, così: (…)! Cosa che lei non ha fatto, sicché più che di “traduzione in estratto” si può legittimamente parlare di “adattamento”. Ma si sa, tradurre è sempre un po’ tradire.

    Non ho neppure mai messo in dubbio, come invece lei si permette di fare con me, la sua conoscenza della lingua inglese, l’ironia sul fatto che lei avesse potuto far ricorso a google translator, in realtà, è dovuta alla qualità del suo italiano, scolasticamente appiattito sul testo originale.

    Non ho neppure mai parlato di scorrettezza, fin qui lo ha fatto soltanto lei, col tono, tra l’altro, di chi non è evidentemente abituato ad essere contraddetto.

    A me pare, sarà forse per via della mia scarsa competenza della lingua inglese, che tuttavia non mi ha impedito di cogliere i suoi “omissis” (o forse è solo colpa di google translator?), che i suoi tagli siano sostanziali e che il senso dell’articolo originale sia diverso da quello proposto nel suo “abstract”, sicuramente il tono di Jenkins è molto meno entusiastico ed enfatico del suo.

    Si rilassi, segua il mio consiglio, non lasci nel dubbio i suoi e-lettori ed offra loro una bella traduzione ed integrale dell’articolo. Un filosofo della sua levatura dovrebbe sentire come imperativo categorico il dovere di elevare le masse, non se la può mica cavare invitandole ad usare google translator se, come nel mio caso, non sanno l’inglese. Perchè, per dirla con le sue esatte parole e con gli stessi punti interrogativi: “ma lei ha mai letto una traduzione fatta con Google translator??? Ha presente come sono?” (commento n°5).

    Suo affezionatissimo Paperoga

    • cesare

      carissimo Paperoga mi attribuisce meriti e titoli che non ho. Detto questo se vuole offrire una traduzione integrale dell’articolo è libero di farlo, su qualsiasi piattaforma lei preferisca. L’informazione dal basso è uno dei nostri principi, se il link all’articolo originale non le sembra sufficiente può benissimo proporre la sua traduzione. Attendiamo con ansia e speranza la sua traduzione dell’articolo!