Accorpamento del Tribunale di Vigevano presso quello di Pavia: il Senatore Orellana, tramite interrogazione in Parlamento, chiede al Governo di prorogare i termini e di rivedere la decisione.


Comunicato Stampa

Il Tribunale di Vigevano nacque anche per fornire servizi giudiziari a una parte della Provincia di Milano, ai fini di sgravare il Tribunale di Milano da eccessivi carichi di lavoro. Inoltre il Tribunale di Vigevano è uno dei più efficienti in Italia per tempi e modalità di risoluzione dei contenziosi e dei processi: alla luce di tutto ciò, appare un non senso la decisione di accorparlo al Tribunale di Pavia, con tutti i costi che tale dislocamento comporterebbe riguardo alle necessità del territorio sia lomellino sia della zona contigua della Provincia di Milano.

Il Senatore Orellana è il primo firmatario di un’interrogazione parlamentare che chiede appunto al Governo di far luce sulla vicenda, anche stabilendo una proroga e rivedendo decisioni prese in passato. Fra i firmatari, anche l’Onorevole Centinaio a dimostrazione del fatto che la questione è profondamente sentita dal territorio e vede la convergenza di diverse forze politiche.

Il Senatore Orellana a proposito dichiara: “Il Decreto Legislativo con cui il Governo Monti decise l’accorpamento del Tribunale di Vigevano evidentemente è una forma di taglio lineare che, contrariamente ai propositi allora enunciati, non razionalizza né migliora la gestione della giustizia. Il Tribunale di Vigevano è infatti altamente efficiente e copre un territorio vasto, non solo la Lomellina ma anche parte della Provincia di Milano, per cui ora che c’è un nuovo Governo chiediamo una proroga e una revisione anche radicale di decisioni prese in passato: il riordino della Giustizia deve valorizzare e preservare realtà come quella del Tribunale di Vigevano”.

Di Seguito il Testo dell’interrogazione

Interrogazione a risposta scritta

ORELLANA, BIGNAMI, SANTANGELO; CASTALDI, CAMPANELLA, PAGLINI, CASALETTO, BOCCHINO, DE PIETRO, GAETTI, BERTOROTTA, CENTINAIO – Al Ministro della Giustizia – Premesso che:

La riorganizzazione della giustizia è senza dubbio un obiettivo da perseguire, ma non può essere attuato attraverso una generalizzata soppressione dei Tribunali, e deve necessariamente essere verificato sulle singole realtà locali in modo da conseguire una reale riduzione dei costi ed un

aumento dell’efficienza del sistema giustizia;

il Governo, anche ai fini del perseguimento delle finalità di cui all’articolo 9 del decreto-legge 6

luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, è delegato ad

adottare decreti legislativi per riorganizzare la distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari

al fine di realizzare risparmi di spesa e incremento di efficienza;

l’art. 1 del decreto legislativo del 7 settembre 2012, n. 155, in attuazione della legge delega n. 148 del 2011, prevede che «Sono soppressi i tribunali ordinari, le sezioni distaccate e le procure della Repubblica di cui alla tabella A allegata al presente decreto»;

nell’elenco della tabella A è compreso il Tribunale e la Procura della Repubblica di Vigevano (Vigevano e la sezione  staccata di Abbiategrasso);

considerato che:

il decreto legislativo, volto, tra l’altro, alla soppressione del Tribunale e la Procura della Repubblica di Vigevano appare agli interroganti in contrasto con le disposizioni della legge delega ed in particolare con l’art. 1, comma 2, lettere b), d) ed e), in cui si prevede che la ridefinizione delle circoscrizioni giudiziarie avvenga «secondo criteri oggettivi e omogenei che tengano conto dell’estensione del territorio, del numero degli abitanti, dei carichi di lavoro e dell’indice delle sopravvenienze, della specificità territoriale del bacino di utenza, anche con riguardo alla situazione infrastrutturale, e del tasso d’impatto della criminalità organizzata, nonché della necessità di razionalizzare il servizio giustizia nelle grandi aree metropolitane»;

nella lettera d) si indica al Governo di «procedere alla soppressione ovvero alla riduzione delle sezioni distaccate di tribunale, anche mediante accorpamento ai tribunati limitrofi, nel rispetto dei criteri di cui alla lettera b)»;

la lettera e) indica come «prioritaria linea di intervento» «il riequilibrio delle attuali competenze territoriali, demografiche e funzionali tra uffici limitrofi della stessa area provinciale caratterizzati da rilevante differenza di dimensioni» e che pertanto tale indicazione non si applica al caso in esame, essendo Vigevano e Pavia due cittadine  caratterizzate entrambe da più di 60 mila abitanti ;

il decreto legislativo è in contrasto, a quanto risulta agli interroganti, anche con il parere espresso dalla II Commissione permanente (Giustizia) della Camera il 1° agosto 2012 e dalla Commissione consultiva insediata presso il Ministero della giustizia di cui il Governo si è avvalso per la determinazione dei criteri da seguire per la chiusura degli uffici giudiziari improduttivi;

in particolare, sono stati elaborati due valori soglia al di sotto dei quali si suggerisce la soppressione di una sezione distaccata. Il primo valore riguarda il bacino degli abitanti serviti dalla sezione, che non deve essere inferiore a 85.490,6. Il secondo valore riguarda le sopravvenienze per anno che non devono essere inferiori a 2.269 (cosiddetto indice di litigiosità);

considerato inoltre che:

Il territorio del Tribunale di Vigevano e della sua sezione distaccata comprende 63 Comuni e si sviluppa su due province (Pavia e Milano). Ha un’estensione territoriale di 1253 Km/q e una popolazione di circa 250 mila cittadini.

Un tempo i 14 Comuni dell’abbiatense costituivano la Pretura di Abbiategrasso, nell’ambito della circoscrizione del Tribunale di Milano. Recentemente, con la legge del 1999, il territorio dell’abbiatense è stato accorpato al Tribunale di Vigevano, per decongestionare il Tribunale di Milano e nello stesso tempo perseguire l’obiettivo di una giustizia di prossimità e con tempi più rapidi di smaltimento del contenzioso

Considerato altresì che a giudizio degli interroganti:

i problemi dell’amministrazione della giustizia non sono di esclusiva pertinenza degli addetti ai lavori ma di tutta la collettività, incidendo nella vita personale ed economica di tutti i cittadini, nonché nel loro bisogno di sicurezza, si  sottolineano le contraddizioni insite nel provvedimento di riordino della geografia giudiziaria, evidenziando le gravi conseguenze sull’efficacia giurisdizionale e investigativa in un’area cosi pesantemente martoriata dalla criminalità organizzata;

esistono perplessità anche rispetto al dichiarato obiettivo di una presunta razionalizzazione delle spese del settore giustizia visto che, negli ultimi anni, la struttura edilizia e operativa del Tribunale di Vigevano è stata  ristrutturata di recente e ampliata anche in conseguenza dello spostamento degli Uffici della Procura della Repubblica in un immobile adiacente, che è una struttura funzionale ed adeguata all’accoglienza di tutta l’utenza del suo territorio, dove gli stessi operatori lavorano in un ambiente che rispetta altresì la normativa in materia di sicurezza sul lavoro ed è persino idoneo a sostenere un eventuale aumento di organico di personale amministrativo e di magistrati per renderlo ancora di più efficiente e funzionale;

la riorganizzazione della distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari, nel caso di specie denunciato, si risolverebbe  in un aggravio di costi per i cittadini  senza contare quelle relative alle  nuove neccesità logistiche e funzionali non facilmente risolvibili, appalesando nel contempo la violazione del principio di prossimità ai cittadini che è un valore costituzionalmente garantito;

si chiede di sapere:

quali atti intenda porre in essere il Ministro interrogato al fine di procedere ad una più attenta e puntuale analisi delle conseguenze negative, in termini di economicità e funzionamento della macchina giudiziaria, che la soppressione del Tribunale e della Procura della Repubblica di Vigevano comporterebbe, alla luce delle peculiari caratteristiche  legate alla specificità territoriale, alla densità del bacino di utenza, alle evidenti criticità di accorpamento, che rendono tali presidi giudiziari indispensabili per la collettività e per l’amministrazione della giustizia;

quali iniziative di carattere normativo intenda assumere al fine di rivedere la normativa vigente prevedendo l’esclusione del Tribunale e della Procura della Repubblica di Vigevano  dal procedimento di accorpamento per riportare la giurisdizione del Tribunale stesso all’originaria e storica estensione su tutto il territorio dei 63 comuni distribuiti fra le province di Pavia e Milano;

se non intenda valutare l’opportunità, attraverso la proposta di urgenti interventi normativi, di disporre una proroga del termine di entrata in vigore del decreto legislativo n. 155 del 2012, considerando anche il parere pressoché unanime, in tal senso,  della 2° Commissione Permanente del  Senato ;

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