In tremila per Grillo, lui scherza «Ancora la solita piazza vuota»


Il comico-leader attacca tutti. Bordate a Berlusconi, Renzi, all’Europa, nel mirino pure Expo «I nostri candidati non sono noti, io non li conosco. Ma soprattutto sono sconosciuti alle procure»

 PAVIA. «La solita piazza vuota… ogni volta è così». La finzione di Beppe Grillo scatena il primo applauso della serata. In realtà è una piazza gremita a cogliere l’ironia del comico e leader del Movimento Cinque Stelle, ieri sera a Pavia in sostegno del candidato sindaco di Pavia Giuseppe Polizzi. Circa 3mila persone, secondo le stime delle forze dell’ordine e degli organizzatori, hanno riempito piazza Vittoria. Tanti sostenitori, ma anche molti curiosi. E famiglie sedute ai tavolini delle pizzerie nella metà della piazza dove è stato allestito il palco, vicino alla tettoia del mercato Coperto. C’è perfino qualcuno a litigare un posto in prima fila, per non perdere nulla del comizio-spettacolo che Grillo, però, definisce «sollo un confronto». Invita i presenti a «non fare il tifo», poi si rivolge a chi è affacciato alle finestre: «Venite giù, perchè questa battagli dobbiamo vincerla insieme. Ma stiamo già vincendo».Tira fuori anche qualche numero, che la piazza non sa se cogliere come battuta o come una verità: «Abbiamo fatto un sondaggio e siamo al 92 per cento. Ci manca poco. Noi non siamo un venticello, siamo un tornado». Non mancano gli attacchi a Berlusconi e Renzi, il primo definito dal comico-leader «una salma, sembra il cofano di un maggiolino» e il secondo «l’ebetino, uno che mente dal mattino alla sera».

Le invettive di Grillo, precedute dagli interventi della Iolanda Nanni, consigliere regionale del M5S, e dal candidato Giuseppe Polizzi, toccano tutti i temi cari al movimento. La piazza annuisce, quando Grillo parla del territorio da valorizzare: «C’è l’Expo e dove lo portatiamo il cinese? Lo portiamo a Rho? A Pavia e Certosa lo dobbiamo portare». E un riferimento all’Università di Pavia, «che rischia di essere svenduta come i nostri beni culturali». Non potevano mancare i riferimenti alle recente inchieste: «Ormai nelle associazioni per delinquere ci sono tutti, i banchieri, i politici, molte volte non serve nemmeno il delinquente». Grillo offre l’alternativa: «I nostri candidati sono sconosciuti, lo sono anche per me, ma soprattutto sono sconosciuti alle procure».

                                                           di Maria Fiore, La Provincia Pavese.

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