Battaglie in Comune – Odg legati al DUP 2015- 2018 (bilancio)


Odg 1

Oggetto: Delibera IMU. Studio sulle detrazioni fiscali sulle aliquote di competenza comunale per chi abita in zone soggette alla cosiddetta movida notturna

Premesso che alcune zone, in particolare del centro storico di Pavia, sono comunemente considerate luoghi di ritrovo serale notturno per i giovani residenti o domiciliati (a titolo esemplificativo Piazza Vittoria e Piazza Duomo) e considerato altresì che in alcuni periodi dell’anno la cosiddetta movida notturna crea tensioni negli abitanti di dette zone, il Consiglio comunale di Pavia approva un ordine del giorno volto alla creazione di un tavolo di studio fra i dipendenti comunali dei settori coinvolti e la Commissione consiliare competente, al fine di studiare ipotesi di detrazioni fiscali sulle aliquote di competenza comunale.

odg 2

Oggetto:  SOSTITUZIONE AUTOBUS TRASPORTO PUBBLICO LOCALE CON VEICOLI A METANO .

Nell’ambito della missione 10, Programma 2, del DUP 2015-2018, in considerazione del parco attualmente disponibile in dotazione a LINE, in cui risultano soltanto 30 veicoli a metano su 271 (quindi con un’incidenza di un esiguo 11%, fonte: sito della LINE aggiorn. solo al 2006) segnaliamo la necessità di considerare come prioritaria, nel corso dell’aggiornamento del parco veicoli previsto nel suddetto documento, l’acquisizione ESCLUSIVA di veicoli a metano o metano-ibridi omologati EURO6 (attualmente il livello più elevato della normativa antinquinamento), per conseguire la maggior riduzione possibile dell’impatto ambientale dovuto al trasporto urbano.

Si segnala che Pavia, stando ai dati della LINE stessa, è tra le città più arretrate riguardo all’oggetto laddove, ad es., Brescia ha in dotazione 130 bus a metano, di cui 6 ibridi, e Bologna 194 di cui 12 acquistati con la procedura di bando europea.

odg 3

Oggetto:  Modalità di trasporto individuali per le persone disabili.

Segnaliamo la necessità di strutturare in aggiunta alla missione 10: “Trasporti e diritto alla mobilità” un autobus pubblico, opportunamente attrezzato, per il trasporto su chiamata delle persone con disabilità locomotorie. Un autobus su chiamata porterebbe parità di diritto al trasporto delle persone con disabilità locomotorie togliendo fastidiose barriere quali:

  • attese alle fermate più prolungate rispetto agli altri cittadini in quanto il parco di autobus destinato al servizio pubblico di trasporto non è comunque dotato al 100% di mezzi attrezzati;
  • rinuncia, una volta arrivato l’autobus, alla corsa perché il mezzo è già stipato da altri utenti;
  • risoluzione di problemi, spesso insuperabili, dovuti alla difficoltà di raggiungimento delle fermate con mezzi propri.

Il progetto comporterebbe semplicemente l’utilizzo ottimizzato di un sistema (autobus/conducente/servizio di call) già esistente, quindi senza eccessive spese aggiuntive. Il servizio permetterebbe di:

  • ottemperare ai principi di eguaglianza ed imparzialità;
  • rispettare quanto dettato dall’art. 26 punto 2. della legge-quadro n.104 del 5 febbraio 1992 e modifiche introdotte dalla Legge n.53 dell’8 marzo 2000 e dal decreto legislativo n.151 del 26 marzo 2001, dove è stabilito che i Comuni assicurino, nell’ambito delle proprie ordinarie risorse di bilancio, modalità di trasporto individuali per le persone disabili.

odg 4

Oggetto:  Modalità di erogazione ed utilizzo risorse di cui alla missione 12 –  programma 05 (€ 305.227,00) e programma 04 (€ 1.757.027,00)

Segnaliamo la necessità di creare in aggiunta alla missione 12 “Diritti sociali, politiche sociali e famiglia” un’anagrafe ufficiale e pubblica dei soggetti a rischio di esclusione sociale (oggi non prevista), in maniera tale da individuare sul territorio le frange sociali escluse o a rischio (ormai non più composte solo da extracomunitari sinti ecc. ma da disoccupati, sfrattati, separati ecc.), cui corrispondere con criteri più equi gli stanziamenti approvati.

Tale anagrafe permetterebbe anche di evidenziare se i soggetti destinatari siano in condizioni effettive di bisogno, se sono sempre gli stessi, se abusano dell’assistenza ecc.

Il progetto ottimizzerebbe un servizio già esistente, quindi senza spese aggiuntive, con il fine di:

  • ottemperare ai principi di eguaglianza tra i cittadini;
  • rendere trasparente ed imparziale l’operato dell’ente.

 odg 5

Oggetto:  Diritto alla casa

 Analizzando la ripartizione delle risorse espressa nel Documento Unico di Programmazione alla missione 12: DIRITTI SOCIALI, POLITICHE SOCIALI E FAMIGLIA è lampante quanta poca considerazione sia attribuita al diritto ad un alloggio adeguato che è la pre-condizione al godimento di tutti quei diritti che fanno capo ad un “pieno sviluppo” della persona umana. Stanziare 599.200,00 Euro (nel 2015) che corrisponde al solo 4% delle risorse destinate alle politiche sociali è significativo di una analisi distorta delle problematiche ormai non più emergenti ma cronicizzate.

Segnaliamo inoltre che questa cifra equivale all’anno in corso e che negli anni successivi cala vertiginosamente: anno 2016: 337.608,00 Euro – anno 2017: 274.313,00 Euro – anno 2018: 274.313,00 Euro.

Di forma e di sostanza il diritto alla casa deve essere un diritto di tutti, la nostra Repubblica, in tutte le sue declinazioni istituzionali lo deve garantire. L’eguaglianza di godimento di questo diritto passa anche attraverso l’obbligatorietà degli interventi di edilizia residenziale pubblica volti a tutelare i ceti sociali più deboli e annoverati come servizio pubblico al cittadino.

E’ inaccettabile che alcuni cittadini di Pavia non abbiano uno spazio dove vivere.

Il movimento 5 stelle, sulla base:

della Costituzione e dei Trattati Internazionali sui diritti fondamentali, di fronte ad una situazione economica critica, di una disoccupazione crescente, di un impoverimento della popolazione chiede all’amministrazione:

  • una moratoria sugli sfratti per morosità incolpevole;
  • una riduzione delle quote d’affitto delle case popolari e comunali per i redditi più bassi;
  • totale chiarezza e trasparenza sulle modalità di utilizzo delle risorse destinate all’emergenza abitativa;
  • la possibilità di accedere anche alle case popolari ora non a norma per le famiglie in difficoltà, a fronte dell’impegno a carico delle famiglie stesse di mettere a norma le case, scontando poi le spese sostenute dai futuri canoni d’affitto.

 odg 6

Oggetto:  progettazione di un piano turistico generale

 Si segnala la necessità di avviare un progetto ampio che coinvolga diversi settori, dalla comunicazione alla cultura, che porti alla definizione di un contesto turistico attivo, in grado di coinvolgere i turisti nazionali e non.

La missione 7 del DUP: “Turismo” appare scarna e priva di un concreto progetto turistico per la città.

Il sito internet dedicato al turismo pavese appare graficamente poco appetibile. E’ scritto solo in italiano, non in inglese o in altre lingue. Gli eventi e le iniziative non sono aggiornati al 2015 (i programmi sono rimasti al 2014) e non sono menzionati eventi  come il Palio del Ticino, la Festa del Ticino, L’autunno Pavese, il Pavia Rock al castello, solo per citarne alcuni. Manca un elenco delle attività commerciali e di ristorazione e nella sezione “Ospitalità” manca il collegamento al link B&B e Agriturismi, di contro la provincia di Pavia, quale interesse storico, culturale e gastronomico, viene ampliamente pubblicizzata dai siti gestiti dai privati a scopo commerciale.

Non esiste una reale rete tra le attività commerciali connesse al turismo (tra strutture ricettive, di ristorazione, e soggetti che si occupano degli eventi programmati in città). I progetti comunali riferibili ai percorsi turistici sono insufficienti e poco pubblicizzati.

Non si ravvisa, in sintesi, l’esistenza di un programma che possa in qualche modo indirizzare e quindi invogliare il turista a venire a visitare la nostra città.  Il tutto è lasciato al caso o alla volontà dei singoli privati.

Si invita, pertanto, a concentrare risorse e iniziative su un settore trainante per l’economia cittadina.

 odg 7

Oggetto:  Istituzione del registro comunale per la raccolta delle Dichiarazioni di volontà anticipata o Testamento biologico.

Si chiede di istituire il registro comunale per la raccolta delle Dichiarazioni di volontà anticipata, ovvero Dichiarazione anticipata di trattamento, denominato anche Testamento biologico, in aggiunta alla missione 13, “Tutela della salute”.

Con l’espressione Dichiarazioni di volontà anticipata o Dichiarazione anticipata di trattamento o Testamento biologico, si fa riferimento a un documento scritto contenente la manifestazione della volontà di una persona che, nel pieno delle proprie facoltà, indica in anticipo i trattamenti medici cui essere/non essere sottoposto nel caso in cui si trovasse nella condizione di non essere in grado di intendere e di volere.

Nel testamento biologico la persona può elencare le sue volontà per quanto concerne il fine vita, la donazione degli organi, le funzioni religiose e il rito funerario, la cremazione o la tumulazione del proprio corpo.

Il progetto si pone nell’alveo dei diritti in merito alla salute, alla tutela della dignità delle persone, alla promozione del pubblico rispetto della vita umana anche in riferimento alla fase terminale della stessa.

 odg 8

Oggetto:  Iniziative volte alla tutela della salute.

Si evidenzia la necessità di avviare delle campagne informative e alcuni specifici progetti la cui introduzione é fondamentale per la tutela della salute.

Le campagne informative che si propone di avviare sono inerenti:

– ai rischi connessi alle vaccinazioni pediatriche;

– alle infezioni dal virus HIV.

 Le vaccinazioni pediatriche sono effettuate, oggi, in età troppo precoce. Infatti a soli 3 mesi i bambini subiscono un primo attacco al proprio sistema immunitario senza preventivi controlli opportuni prima di qualunque trattamento medico.  A questa età il sistema immunitario, che completa la sua formazione a 12 anni, sta appena iniziando a “lavorare” da solo.

Ogni individuo é unico e ogni bambino può reagire in maniera differente al ricevimento di un trattamento medico quale é la vaccinazione.

La normativa attuale prevede, inoltre, di procedere al vaccino esavalente. In tal modo vengono inoculati contemporaneamente 6 vaccini, nonostante la stessa medicina ufficiale riconosca che la pericolosità delle vaccinazioni aumenta quanto maggiore é il numero di vaccini somministrati contemporaneamente.

Le conseguenze delle vaccinazioni non sono, oggi, ancora dimostrate e riconosciute in maniera ufficiale perché i controlli medici sono effettuati in maniera molto blanda. Ci si limita a controllare i pazienti nei primissimi giorni dalla somministrazione dei vaccini, senza seguirli negli anni successivi. Ad oggi risulta che nessuna seria sperimentazione degli effetti a lungo termine sia stata effettuata dalla cosiddetta medicina ufficiale.

Il risultato é che oggi vi sono forti dubbi sulla sicurezza delle vaccinazioni (spesso contengono anche sostanze pericolose per l’organismo, come metalli pesanti) che giustificano una seria campagna informativa sull’argomento che sia svincolata dai forti interessi delle case farmaceutiche operanti nel settore.

Si propone, inoltre, di procedere all’organizzazione di attività volte al sostegno alla solitudine adolescenziale, mettendo a disposizione della comunità medici e psicologi in grado di seguire gli adolescenti e le relative famiglie in un momento della vita particolarmente delicato.

Si propone, infine, un progetto volto a realizzare una collaborazione tra associazioni e figure sanitarie (neuropsicologhe, psicologhe) tese alla sensibilizzazione e all’informazione agli insegnanti e alla creazione di un collegamento scuola-famiglia-figure sanitarie per sostenere i ragazzi che presentano disturbi specifici dell’apprendimento (DSA).

odg 9

Oggetto:  Istituzione di un osservatorio sui tumori.

Considerato che il DUP 2015/2018 sotto il titolo Missione 13: TUTELA ALLA SALUTE, pag. 385 recita: “Non è previsto alcun intervento specifico da parte del Comune di Pavia per il periodo 2014/2017 “, si sottolinea invece l’esigenza di costituire a Pavia un osservatorio finalizzato allo studio e all’osservazione dell’incidenza del cancro.

Lo stesso Documento di programmazione e coordinamento dei servizi sanitari e socio sanitari 2015, redatto dall’ASL, indica che il tasso di mortalità tra i malati di tumore, cioè il numero di morti in rapporto al numero di malati in un certo periodo, in provincia di Pavia, è superiore a quello lombardo e nazionale, e che “il tasso di mortalità dei tumori nei maschi è superiore del 10% a quello dei lombardi e del 18% rispetto a quello dei connazionali, e nelle femmine è superiore dell’11% rispetto a quello delle lombarde e del 19% a quello delle connazionali”. Questi dati inquietanti devono sollecitare l’impegno di una amministrazione attenta alle problematiche della sua comunità.

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