Il caso Vito Sabato: né a destra né a sinistra l’onestà è andata di moda 1


(…) il pubblico dipendente che denuncia all’autorità giudiziaria o alla Corte dei conti, ovvero riferisce al proprio superiore gerarchico condotte illecite di cui sia venuto a conoscenza in ragione del rapporto di lavoro, non può essere sanzionato, licenziato o sottoposto ad una misura discriminatoria, diretta o indiretta, avente effetti sulle condizioni di lavoro per motivi collegati direttamente o indirettamente alla denuncia.” (D.lgs. 165/2001, all’art. 54 bis “Tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti”, al comma 1)
 vito
Il M5S è dalla parte di Vito Sabato
 
Il M5S chiede giustizia per Vito Sabato, un cittadino onesto, un funzionario pubblico dipendente del Comune di Pavia, intransigente, che grazie alle sue denunce ha lavorato per contrastare il malaffare. Vito Sabato è stato guidato da due principi spesso dimenticati nella Pubblica amministrazione: la legalità e la trasparenza. Il rigore delle sue osservazioni, il suo rigore umano, ha portato la magistratura ad indagare su temi diversi, e le querele che ha subito in virtù di dette denunce sono cadute una a una. Il M5S è dalla parte di Vito Sabato perché il M5S è dalla parte dei cittadini onesti. Sapete come è stato ringraziato dalla politica pavese di destra e sinistra un cittadino onesto, un funzionario pubblico, che non ha fatto altro che fare bene il suo lavoro? Proviamo a raccontarvelo noi. 
 
Chi è Vito Sabato
 
Vito Sabato è un ingegnere, che dal 2002 ha superato un concorso per funzionario tecnico presso l’Ufficio Traffico – Servizio Mobilità del Comune di Pavia.
 
L’impegno di Vito Sabato per la legalità e la trasparenza: gli “esordi”
 
Nel mese di febbraio dell’anno 2006 l’ing. Sabato presentava una denuncia presso la Procura della Repubblica di Pavia, a carico di un dirigente comunale e di imprenditori per i reati di truffa aggravata e continuata, peculato, falso ideologico, violenza privata continuata e aggravata. All’esito del processo, gli imputati sono stati condannati in primo e in secondo grado. Il giudizio di Cassazione, pur dichiarando la prescrizione dei reati loro ascritti, ha ribadito la responsabilità penale degli imputati e ha confermato le statuizioni civili a favore del Comune di Pavia e dell’ing. Vito Sabato, parte offesa dai reati di violenza privata continuata e aggravata e ingiuria (*vedi più avanti). Negli anni successivi, Vito Sabato presenterà ulteriori denunce che porteranno, ancora di recente, la Procura di Pavia ad indagare per abuso di ufficio a carico dell’ex primo cittadino di Pavia.
 
Le prime conseguenze: il trasferimento d’ufficio durante la giunta di centro-sinistra, sindaco Capitellicapitelli
 
Subito dopo aver presentato la prima denuncia nel febbraio 2006, l’ing. Vito Sabato è stato trasferito presso il salone dell’Ufficio Anagrafe, con la motivazione ufficiale, e sottoscritta dall’allora assessore alla Mobilità, che occorreva “garantire la trasparenza dell’azione amministrativa e giudiziaria”: come se fosse stato l’ing. Sabato colui che poteva, ed eventualmente voleva, inquinare le fonti di prova. In ogni caso, all’ing. Sabato non pare fosse affidata alcuna mansione corrispondente alla propria qualifica di assunzione, tant’è che l’ing. Sabato decideva di rivolgersi al Giudice del Lavoro. All’esito del processo il Comune di Pavia subiva una prima condanna per mobbing. Dalla sentenza del Giudice del Lavoro che ha condannato il Comune di Pavia si legge che (l’ing. Vito Sabato) è stato “sottoposto ad una misura discriminatoria. diretta (e dichiarata, n.d.r.), avente effetti sulle condizioni di lavoro per motivi collegati direttamente o indirettamente alla denuncia.”
Al posto dell’ing. Vito Sabato, l’allora assessore alla Mobilità volle che a seguire le pratiche dell’Ufficio Traffico –Servizio Mobilità fosse un dipendente che all’epoca dei fatti era indagato e successivamente ai fatti qui accennati era imputato. Si precisa che all’esito del processo penale il suddetto dipendente è stato assolto (* vedi più indietro).
  
Nel mese di gennaio dell’anno 2009 l’INAIL, in conseguenza delle prolungate vessazioni subite durante l’attività lavorativa, accertate dalla magistratura e dagli ispettori dell’Ente assicurativo, ha riconosciuto l’origine lavorativa di una malattia cui è affetto l’ing. Sabato (per ragioni di privacy riteniamo di non dover specificare), ritenendola contratta in conseguenza della prolungata condotta mobbizzante cui è stato sottoposto e pertanto dichiarandola quale malattia professionale.
 
Commissariamento del Comune di Pavia: l’assegnazione presso l’Ufficio Polizia locale
 
Nell’aprile dell’anno 2009, dopo la caduta della Giunta Capitelli, l’ing. Sabato venne trasferito presso l’allora Settore Polizia Locale, Mobilità e Protezione Civile, e in particolare venne assegnato alla Polizia Locale.
 
Amministrazione di centro-destra, sindaco Cattaneo. La situazione non cambia, anzi: peggiora!
 
cattaneoSuccessivamente il Settore fu scisso e il Servizio Mobilità fu inserito nel Settore Ambiente e Territorio.
 
L’ing. Sabato chiese dunque di essere assegnato al Servizio Mobilità, come pure sarebbe stato logico in virtù della qualifica posseduta, del titolo di studio e della specificità del concorso sostenuto nel 2002, ma la sua richiesta pare sia stata disattesa. Fu così costretto a prestare servizio presso la Polizia Locale, e ancora una volta parrebbe fosse stato assegnato a una attività lavorativa le cui mansioni non parevano corrispondere alla qualifica di assunzione.
Peraltro, in una lettera del 2011 inviata dall’allora Dirigente del Servizio Mobilità all’allora Dirigente Risorse umane, venne riconosciuto dal medesimo Dirigente che l’ing. Vito Sabato in effetti fosse demansionato poiché presso il Settore Polizia Locale non v’erano incarichi lavorativi afferenti al profilo dallo stesso ricoperto.
 
Di talché l’ing. Sabato mosse nuovamente delle rimostranze, non ritenendo idonee le mansioni assegnate. In conseguenza a tali rimostranze, gli venne affidato dall’allora dirigente del Settore di Polizia Locale, l’incarico di eseguire  il progetto di un’opera di proprietà comunale non già quale dipendente comunale, ma quale professionista incaricato dalla società ASM Lavori S.p.A. (si veda deliberazione di G.C. 12.04.2011 n. 57, alla quale Giurato ha apposto in calce dichiarazione di regolarità ), retribuito direttamente per l’attività svolta dalla stessa società, con i fondi di cui all’art. 5 del Contratto di servizio per la gestione delle aree di sosta regolamentata a pagamento.
 
Tuttavia, l’ing. Sabato rifiutava qualsiasi compenso: egli riteneva che percepire soldi da ASM per svolgere un lavoro come libero professionista, quando secondo lui avrebbe dovuto svolgerlo come dipendente comunale, era errato (ancor prima che illegittimo). Di conseguenza, l’ing. Sabato, dopo aver predisposto il progetto e averlo posto a disposizione della città, rifiutava ogni sorta di compenso aggiuntivo.
 
Di conseguenza a ciò, l’ing. Sabato sentiva intorno a sé l’intensificarsi di atti ostili: persino sostanziatesi in provvedimenti disciplinari soprattutto dopo che si era saputo che l’ing. Sabato era stato il primo a segnalare alla magistratura la lottizzazione abusiva del complesso edilizio denominato Punta Est, allo stato sottoposto a confisca e assegnato proprio al Comune di Pavia.
 
Amministrazione di centro-sinistra (PD) sindaco Depaoli: l’immobilismo e le ulteriori richieste di Vito Sabato
 
sindacoDopo la denuncia del 2006, a sua volta l’ing. Sabato subiva una querela per diffamazione da parte di chi, allo stato attuale, risulta essere condannato in via definitiva alle statuizioni civili per effetto delle stesso denunce dell’ing. Sabato (*vedi retro). L’ing. Sabato per potersi difendere da questa denuncia ha dovuto partecipare a diverse udienze. Per partecipare a dette udienze, si è dovuto assentare dal lavoro e spesso ha utilizzato le proprie ferie. Di recente, ha richiesto alla Dirigente del Settore Risorse Umane la reintegrazione delle medesime, come prevede la legge, però pare che tale reintegrazione gli sia stata rifiutata. Sempre durante questi ultimi mesi, l’ing. Sabato ha chiesto di essere reintegrato, dopo molti anni, nelle sue mansioni. Ancora oggi attende risposta, e ancora oggi risulta privato totalmente delle mansioni corrispondenti alla qualifica di assunzione.
 
Per il M5S questa situazione è un paradosso, una situazione kafkiana che chiediamo sia risolta quanto prima: i pavesi devono sapere che i cittadini onesti che denunciano il malaffare avranno sempre dalla loro parte le Istituzioni pavesi! Chiediamo alla Giunta Depaoli di dare un segnale in tal senso
  
La nostra Istant rivolta all’assessore Gregorini (con delega al personale)
gregorini
 
Il M5S Pavia chiede quindi all’assessore Gregorini se ha intenzione di assegnare l’ing. Vito Sabato al Servizio Mobilità – Ufficio Traffico o altro servizio, comunque a mansioni corrispondenti alla qualifica di assunzione e comunque in Settore diverso da quello in cui attualmente si trova, così da porre fine a una triste vicenda che ha avuto ripercussioni sulla salute di un funzionario del Comune di Pavia, che ha solamente “la colpa” di aver denunciato fatti a tutela della legalità e della trasparenza del nostro Ente. Chiediamo altresì se è intenzione di questa amministrazione reintegrare Vito Sabato delle ferie utilizzate per potersi difendere da una accusa infondata di diffamazione (come hanno accertato i giudici), derivante dalle denunce suddette.
Giuseppe Polizzi
portavoce al consiglio comunale del M5S PAVIA
ps: quando saremo noi al governo della città di Pavia queste cose non succederanno più, perché con noi -ve lo garantiamo- l’onestà andrà di moda
onesta andra di moda beppe grillo

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Un commento su “Il caso Vito Sabato: né a destra né a sinistra l’onestà è andata di moda

  • Giovanni Pica

    Ho letto il vostro articolo e per cio’ che è accaduto al signor Vito, un esempio di onestà che ormai non esiste più in questa società, mi ci sono visto in pieno perché anch’io sono stato una vittima di mobbing più o meno nello stesso periodo. Ho lavorato nello stabilimento Ilva (ex Italsider) di Novi Ligure dal 1980 al 2009. Dal 2002 in poi ho subito progressivamente delle vessazioni da parte della direzione (e dai suoi preposti), consistenti di provvedimenti disciplinari, demansionamenti, decurtazione dello stipendio (causa di turnistiche diverse ed esonerato dallo straordinario), fino ad essere relegato in uno sgabuzzino vero e proprio, senza fare nulla e sotto la sorveglianza delle guardie particolari giurate. Anche nei miei confronti la direzione ha più volte tentato di volermi trasferire in altri reparti ma con una proposta unilaterale di transazione. Il sottoscritto ha sempre rifiutato perché ledeva i miei diritti sia sindacali che legali, ecco perché alla fine venivo relegato nello sgabuzzino. Attualmente è in corso una richiesta danni per mobbing nei confronti dell’amministrazione straordinaria dell’ILVA con sede a Milano. Comunque la causa scatenante di questo contenzioso (e qui il paradosso) è che il sottoscritto aveva a suo tempo “denunciato” un provvedimento da parte di un dirigente che metteva a rischio l’incolumità fisica dei lavoratori (all’epoca la mia mansione era di manovratore di carroponti). Il sottoscritto per tali vessazioni gli sono sopraggiunte delle patologie, anche serie. Distinti saluti ed un augurio al sig Vito.