Acquisizione LGH A2A : Ordine del Giorno del M5S Pavia in consiglio comunale 2


AGGIORNAMENTO CASO ACQUISIZIONE LGH A2A :
L’ODG È STATO RESPINTO DALLA MAGGIORANZA

LGH A2A ODG del M5S contro la fusione

Ecco l’ ODG presentato dal M5S al Consiglio Comunale di Pavia del 17/12/2015 inerente al caso di LGH e A2A ( Ulteriori informazioni qui e qui ) che ne impediva la fusione che è stato respinto dalla maggioranza di Depaoli

ODG

CONSIGLIO COMUNALE DI PAVIA

Premesso che:

  • LINEA GROUP HOLDING Spa, società operante nel settore delle utilities nata nel 2006 dall’aggregazione territoriale di diverse società,  partecipata da AEM Cremona Spa al 30,92%, COGEME Spa Rovato al 30,92%,  ASM Pavia Spa al 15,90%, ASTEM Lodi Spa al 13,20 %, SCS Srl Crema al 9,05%,  prevedeva, così come indicato negli indirizzi allora approvati dai rispettivi Consigli Comunali, una presenza totalmente pubblica nel capitale sociale e nella governance della holding, anche in caso di future cessioni di partecipazioni.

Considerato che:

  • sono da tempo in corso trattative tra LGH e il colosso A2A per una possibile acquisizione da parte di A2A di LGH, e che sussistono molti dubbi in merito alla procedura di acquisizione, oggetto di pareri difformi da parte di consulenti;
  • A2A è una società quotata in borsa, e come tale sarà soggetta  a scalate e acquisizioni, il cui controllo futuro potrà dipendere da alleanze tra privati, capaci di decidere per l’intera società. Inoltre, lo scopo primario di una società quotata in borsa non è  quello di dare un buon servizio, e assicurare un diritto ai cittadini, ma rispondere alle istanze degli investitori e degli azionisti;
  • il nuovo cda sarà composto da 13 membri (7 di A2A e 6 di LGH), e che il collegio sindacale  prevede la maggioranza di A2A, l’A.d. ad A2A con poteri di attuazione del piano industriale, che modifica ed integra in autonomia (cioè potere totale), mentre  il presidente a LGH con poteri di audit interno, di reporting e di rappresentanza sul territorio (cioè il nulla). Che le votazioni saranno a maggioranza semplice senza variazioni significative o a maggioranza qualificata per modifiche di voci specifiche riservate, e che tutto ciò preclude l’attuazione dell’esercizio di controllo sulla governance per la tutela dei servizi al territorio;
  • sulla base del piano strategico di A2A per il quinquennio 2015-2019, a fronte di  un’operazione di  “maquillage ecologico” risulta un piano industriale trito e ritrito, incardinato su vecchi paradigmi: grandi sistemi centralizzati di teleriscaldamento alimentati da combustioni di rifiuti, con il corollario di un consistente incremento dell’incenerimento degli stessi rifiuti, elemento fondamentale per garantire “l’efficienza” e quindi il ritorno economico al gestore degli impianti. Strategia industriale che si muove nella direzione opposta rispetto alle logiche ambientaliste e di difesa della salute dei cittadini;
  • non è chiaro quali potrebbero essere i vantaggi di questa operazione per i Comuni prima e per i cittadini poi (investimenti, tariffe, qualità dei servizi, ecc..) rispetto alla situazione attuale;
  • la formazione di enormi aggregazioni multiservizi  (senza alcun controllo da parte di cittadini e istituzioni, e senza alcun potere di indirizzo politico) contraddice alle fondamenta persino le stesse leggi di mercato: è evidente infatti che se il mercato si basa sulla concorrenza, la presenza di un unico operatore all’interno di un vastissimo territorio rende ridicola ogni ipotesi concorrenziale;
  • già oggi, LGH, pur essendo totalmente in mano a soggetti pubblici, è gestita in base a una filosofia di fondo che privilegia nettamente il profitto, l’acquisizione di nuovi mercati ed “asset”,  l’espansione nei settori già praticati rispetto ad elementi che invece un servizio pubblico dovrebbe mettere sempre al primo posto, vale a dire la qualità del servizio, l’accesso universale ai beni ed ai servizi, la trasparenza e la partecipazione non solo nei confronti dei cittadini ma persino nei confronti dei soggetti pubblici che hanno creato e posseggono – anche se indirettamente – la società. La cessione di LGH ad A2A,  moltiplicherebbe questi gravi difetti e renderebbe del tutto impossibile in futuro, a fronte del peggiorare delle cose, riportare nelle mani dei sindaci il controllo sulle politiche aziendali;
  • all’interno di LGH ci sono alcuni servizi essenziali, a partire da quelli ambientali, che determinano pesantemente la qualità della vita dei cittadini e della comunità nel suo complesso, e che non è chiaro quale sarà il potere dei cittadini/clienti in questo nuovo assetto. Che è necessario rendere il cittadino/cliente partecipe, per mezzo delle istituzioni amministrative e territoriali,  della funzione di indirizzo e di controllo delle scelte gestionali delle aziende che erogano servizi pubblici. Di qui l’assoluta necessità di mantenere in mano pubbliche  la gestione dell’acqua, dei rifiuti, la distribuzione del gas e delle risorse energetiche di qualsiasi natura esse siano. I nuovi assetti societari, quando coinvolgono aziende partecipate, dovrebbero sempre avere un governance  pubblica, che risponda a criteri di efficienza e di trasparenza e che abbia come obiettivo il bene comune e il cittadino;

Visto:

  • l’esito della consultazione referendaria del 12 e 13 giugno 2011; la sentenza della Corte Costituzionale 199/2012 che dichiarando incostituzionale l’art. 4 del decreto legge 138/2011, convertito nella legge 148/2011, ripristina l’esito referendario del 12 e 13 giugno 2011; l’art. 42 Dec. Leg.vo 267/2000, sulle competenze del Consiglio Comunale;  l’art.1, cc. da 611 a 615 Legge 190 / 2014, in ordine al piano di razionalizzazione delle partecipazioni societarie; l’art. 2501 e seguenti del Codice Civile in materia di fusioni societarie; il DL 174 / 2012 ed art. 147quater DLgs 267 / 2000, in materia di controlli del Comune sugli organismi partecipati;

IL CONSIGLIO COMUNALE CHIEDE:

che ASM Pavia Spa respinga l’offerta vincolante presentata da A2A spa, società quotata in borsa, di acquisto del 51% delle azioni di LGH spa, società partecipata al 15,90 % dalla stessa  ASM Pavia Spa e, in alternativa, dà mandato alla Giunta perché avvii lo studio per un progetto di razionalizzazione di LGH che veda la partecipazione diretta del Comune di Pavia, mediante conferimento della stessa ASM Pavia spa, adoperandosi affinché anche i Comuni di Crema, Cremona, Lodi, e Rovato assumano la stessa decisione.

Chiede altresì,

sempre con l’obiettivo del contenimento dei costi, ma soprattutto di un efficace controllo e per il buon uso delle risorse pubbliche, che si prosegua nell’opera di razionalizzazione, riducendo il numero delle società afferenti a LGH e le partecipazioni detenute da ASM Pavia s.p.a., avendo cura ed attenzione che non ci siano ripercussioni negative sui lavoratori;

Chiede infine

che ASM Pavia s.p.a. si impegni ad orientarsi verso una politica industriale di aumento della raccolta differenziata dei rifiuti mirante ad incrementare il riciclo e il riuso dei materiali e la concomitante diminuzione del conferimento di rifiuti agli inceneritori di Parona (di Lomellina Energia controllata al 51% da LGH spa) e di Corteolona (di A2A), perseguendo con trasparenza nei fatti e non a parole le linee di una gestione corretta dei rifiuti prodotti a Pavia secondo gli orientamenti delle direttive europee e avendo di mira il risparmio di risorse materiali e la riduzione relativa delle tariffe per i cittadini.


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