Il caso LGH – A2A 4


CASO LGH A2A – LA GIUNTA DEPAOLI AFFETTA DA LUDOPATIA FINANZIARIA: SCOMMETTE IN BORSA IL FUTURO DEI NOSTRI BENI PUBBLICI (ACQUA, GAS)

Siamo molto preoccupati: senza offrire informazioni dettagliate alla città e ai suoi consiglieri comunali, l’amministrazione PD del sindaco Depaoli sta portando a termine un’operazione finanziaria di vendita e successiva fusione di LGH a A2A -società quotata in borsa e azienda leader nel teleriscaldamento (ossia bruciatura di rifiuti). Tutto questo senza che vi sia stato dibattito pubblico e senza che siano state approfondite le motivazioni per cui si procede in deroga alla gara pubblica. LGH si occupa di gestione di servizi afferenti beni pubblici come l’acqua: dopo che questa operazione sarà finalizzata (dopo lo scadere dei primi tre anni) verranno annullate tutte le esigue garanzie inserite nel piano d’offerta (annullamento dei patti parasociali, diritto di opzione di A2A che potrà acquistare e incorporare per fusione LGH senza dover chieder il consenso del Comune di Pavia). Senza contare che A2A opererà in regime di totale monopolio, non avendo altri competitor.

a2algh

CHI SONO LE PARTI

Comune di Pavia tramite la partecipata al 95,73% ASM Pavia S.p.a. (ASM) che possiede il 15,9% di Linea Group Holding Holding S.p.a. (LGH). e A2A S.p.a. (A2A): che è una multiutility quotata in borsa.

°

OGGETTO DELLA COMPRAVENDITA E DELLA FUTURA FUSIONE

Linea Group Holding S.p.a. (LGH) è una società per azioni operante nell’ambito dei servizi pubblici.

Si ricordi che:

  • nell’anno 2006 LGH nasceva dall’aggregazione territoriale delle società: COGEME Spa di Rovato, AEM Cremona Spa, ASM Pavia Spa, ASTEM Lodi Spa e SCRP Spa di Crema, una nuova Società a responsabilità limitata denominata LINEA GROUP HOLDING S.r.l. ora LINEA GROUP HOLDING S.p.a.;
  • gli indirizzi, allora approvati dai rispettivi Consigli Comunali, prevedevano una presenza totalmente pubblica nel capitale sociale e nella governance della holding, anche in caso di future cessioni di partecipazioni e una costante relazione informativa nei confronti dei Consigli stessi, a cadenza almeno annuale, a partire dai patti parasociali e alle eventuali successive modifiche dello statuto della Holding.

 

OBIETTIVO DI A2A 

Acquisire in un primo tempo il controllo di LGH, attraverso una compravendita di azioni e poi, di tutta probabilità, procedere alla fusione di LGH in A2A. Il M5S attraverso i diversi portavoce comunali si sta opponendo a questa operazione.

Gli altri soci (ossia i proprietari) principali di LGH sono:

  • AEM Cremona S.p.a. con una quota del 30,92% (AEM è di proprietà del Comune di Cremona al 100%);
  • ASTEM Lodi S.p.a. con una quota del 13,2% (ASTEM è di proprietà del Comune di Lodi per il 99,2%);
  • COGEME – Servizi pubblici locali S.p.a. con una quota del 30,92% (COGEME è di proprietà del Comune di Rovato al 21,51%)
  • Società cremasca servizi S.r.l. (SCS) con una quota del 9,05%, SCS è per il 35% di proprietà di Cremasca servizi S.r.l. (a sua volta di proprietà del Comune di Cremona per il 100%), e per il 65% di proprietà di Società Cremasca Reti e Patrimonio S.p.a. (a sua volta di proprietà del Comune di Crema per il 25,56%).

 

POSIZIONE DEL M5S RIGUARDO L’AGGREGAZIONE DI A2A CON LGH: PIENA CONTRARIETÀ

Siamo contrari a tale operazione per ragioni tanto di merito quanto di metodo.

°

RIGUARDO AL MERITO:

I servizi pubblici locali, pur nella diversità delle relazioni che per ciascuna tipologia instaurano con i rispettivi fruitori, esprimono utilità direttamente funzionali al libero sviluppo della persona umana ed al godimento di diritti (costituzionali e) fondamentali; per tale motivo non devono essere orientati alle logiche del mercato e del profitto.
Siamo contrari pertanto alla “quotazione in borsa” delle società pubbliche (LGH) che si occupano dei beni pubblici, quotazione finalizzata (fra le altre cose) a ottenere incrementi del profitto con un’operazione di natura sopratutto finanziaria (si veda il punto II). Un’azienda quotata in borsa deve prima di tutto tenere buoni gli investitori e gli azionisti, non dare un buon servizio, non assicurare un diritto ai cittadini. Deve vendere servizi coll’obiettivo di massimizzare i profitti. Non solo: per essere competitiva sul mercato deve di continuo “rilanciare” facendo fusioni e mangiandosi altri soggetti (come LGH).

Ricordiamo che 27 milioni di cittadini italiani, nel referendum del 12 e 13 Giugno del 2011, esprimevano la loro volontà di non privatizzare i servizi pubblici locali e che la Corte costituzionale, con sentenza numero 199 del 2012, dichiarava incostituzionale l’art. 4 del decreto legge 138/2011, convertito nella legge 148/2011, ripristinando per l’effetto l’esito referendario del 12 e 13 giugno 2011.

Cosa_vol_dire_acqua_potabilee_9

L’integrazione tra LGH e A2A è da criticare anche sotto il profilo della concorrenza. D’altra parte, la formazione di enormi aggregazioni multiservizi contraddice alle fondamenta persino le stesse ‘leggi’ del mercato: è evidente infatti che se il mercato si basa sulla concorrenza, la presenza di un unico operatore all’interno di un vastissimo territorio rende ridicola ogni ipotesi concorrenziale. Vi sono già ora operatori di grandissime dimensioni in Italia: A2A, IREN, HERA, ACEA; tutti hanno già al proprio interno fette più o meno pesanti di privati (che dettano legge), molti dei quali sono banche e fondi di investimento. Questi grandi operatori storicamente si guardano bene dal farsi vicendevole concorrenza gareggiando tra loro nell’offrire servizi di migliore qualità (o almeno, ipotesi deteriore, di prezzo inferiore).

In diversi documenti ufficiali  si sottolinea la natura finanziaria dell’Operazione:

  • cfr. documento Offerta vincolante: pag. 3 par. 1.1.2.: <<l’Operazione rappresenta dunque a tutti gli effetti un’operazione di natura industriale e non meramente finanziaria>>, ciò significa che l’Operazione è anche finanziaria oltre che industriale; d’altronde al capoverso successivo si afferma con maggiore chiarezza: <<Sulla base dell’analisi dei settori in cui A2A e LGH si trovano ad operare è possibile stimare che dall’Operazione sia possibile conseguire ingenti sinergie in grado di migliorare il valore generato e i dividendi degli azionisti>>;
  • cfr. parere legale Studio legale Bonelli Erede, pag. 4, sezione III, punto 8, ultimo capoverso: <<[…] stante che l’Operazione determinerà il controllo di A2A su LGH fin dalla prima fase della sua esecuzione, essa potrebbe essere qualificata come quotazione indiretta di LGH, vale a dire come strumento per il conseguimento del regime della società quotata, per il fatto che LGH diverrà controllata di una società quotata (A2A)>>;
  • cfr. Linee guida di Piano Strategico LGH-A2A, pag. 2: <<Per lo sviluppo dei Piani industriali, fatti salvo il raggiungimento di obiettivi economici finanziari in termini di aumento della reddittività e dei dividendi e di riduzione del debito (vedi INFRA sulla situazione di A2A), sono ripresi e confermati i principi alla base della partnership riferiti ai razionali strategici e industriali>>;
  • dal Sole 24ore di giovedì 17 dicembre 2015: <<Nel frattempo, ieri, il titolo A2a –che martedì aveva toccato i massimi degli ultimi sei anni –è scivolato da 6,14 euro a 1,26 euro vittima dei realizzi di un report negativo di Citigroup. Quest’ultimo ha tagliato la valutazione del titolo da buy neutral a target price a 1,3 euro. Il broker ha ridotto le stime sull’utile per azione della multiutility 2015-2018 del 12.5 % medio principalmente per la correzione al ribasso della previsione del prezzo dell’elettricità in Italia nel 2016. Un altro fattore ad aver spinto al ribasso il titolo A2a è proprio l’avvicinarsi della conclusione positiva delle trattative con Lgh. Dopo aver scommesso sulla buona riuscita della partnership A2A-LGH acquistando il titolo, ieri gli operatori hanno alleggerito la posizione e realizzato i guadagni>>.

Il piano strategico di A2A per il prossimo quinquennio è incardinato su un paradigma vecchio e non innovativo: grandi sistemi centralizzati di teleriscaldamento alimentati da combustioni di rifiuti (con incremento degli stessi rifiuti). Si cita dal piano strategico 2015-2019: <<il teleriscaldamento sarà ulteriormente sviluppato generando al 2019 una crescita del 18% dei volumi erogati e circa 28 milioni di euro di MOL rispetto al 2014, attraverso l’ottimizzazione di reti esistenti, il potenziamento delle fonti di calore maggiormente competitive (NDR: il riferimento è probabilmente ai rifiuti) e sfruttando la presenza consolidata di A2A nei principali centro urbani della Lombardia, molti dei quali caratterizzati da livelli bassi di penetrazione>>.

RIGUARDO AL METODO:

Il Comune di Pavia, come peraltro gli altri soci di LGH, stanno procedendo per tramite di trattativa privata, e non per tramite di gara pubblica, riteniamo vi siano dubbi di legittimità riguardo ala procedura in deroga alla regola per cui in casi simili si debba optare per una gara pubblica in luogo della trattativa privata.

UNA FUSIONE ‘A DUE TEMPI’: per quale motivo? IL DESTINO DI LGH è GIA’ SEGNATO.

Stanno procedendo in ‘due tempi’: in prima battuta ASM procederà a vendere ad A2A la maggioranza delle quote di LGH, con un contratto di compravendita (il corrispettivo verrà pagato in soldi e in azioni). In un secondo tempo si procederà alla vera e propria fusione, con conseguente annullamento di tutti gli accordi parasociali

COSA SUCCEDERA’ DOPO I PRIMI 3 ANNI? IPOTESI DI FUSIONE.

Perché crediamo che sin dall’inizio si debba parlare di fusione? Perché è inevitabile, allo scadere dei tre anni A2A avrà un potere di opzione (ossia di acquisto di tutte le quote LGH) assai ampio. Si veda a tal proposito documento ‘Offerta vincolante’, pagina 12, par. 4.2.12 (Opzioni di uscita Way-out): <<A partire dallo scadere del terzo anno dal Closing (NDR: dalla chiusura dell’Operazione, ossia dall’inizio del nuovo assetto) e per un periodo di tempo da concordarsi, le Parti, a meno che non decidano diversamente, si incontreranno per discutere e valutare il rinnovo dei Patti parasociali, in prima battuta, ovvero una operazione di fusione di LGH in A2A>>.

Si precisa che la maggioranza dei voti in CDA, dopo l’Operazione, li avrà A2A; se ciò non bastasse, spetta ad A2A nominare l’amministratore delegato (il presidente è nominato dai partner minori, ma ha funzioni ‘di rappresentanza istituzionale e di audit interno’) e quindi sarà A2A di fatto a essere determinante nella definizione dei Patti parasociali, residuando in capo a LGH un potere di assenso o dissenso al rinnovo dei Patti sociali. In caso di mancato accordo (ed è qui che è svelato l’intento originario dell’Operazione) o sul rinnovo dei Patti parasociali o sulla fusione, A2A avrà il diritto di esercitare un’opzione di acquisto nei confronti dei partner minori (ossia gli ex soci di LGH, tra questi il Comune di Pavia). Questo significa che A2A dopo tre anni potrà definitivamente assorbire LGH e per l’effetto governare (con quotazione in borsa) la gestione di beni pubblici in totale MONOPOLIO! CON UN PIANO INDUSTRIALE CHE PREVEDE LO SVILUPPO VERSO L’INCREMENTO DEL TELERISCALDAMENTO E DUNQUE DELLA BRUCIATURA DEI RIFIUTI.
RIBADIAMO, TUTTO QUESTO STA AVVENENDO SENZA UNA PROCEDURA PUBBLICA e sta avvenendo senza che le COMMISSIONI CONSILIARI siano state messe nelle condizioni di poter procedere all’istruttoria, sugli asseriti elementi di ‘infungibilità’ di A2A.  

GARA PUBBLICA O TRATTATIVA PRIVATA: COSA DICE LA LEGGE.

Martello_giudice

L’art. 1 del d.l. 332 del 1994 prevede che in ipotesi del genere l’alienazione delle partecipazioni deve avvenire per tramite di modalità <<trasparenti e non discriminatorie>> (nucleo di beni costituzionali da tutelare).

Orbene, le ragioni ‘eccezionali’ che dovrebbero giustificare la deroga alla regola per cui si deve procedere tramite gara pubblica (regola generale per la scelta del contraente) non sono state individuate né tantomeno affrontate presso la Commissione competente, con ciò impendendo a tutti i consiglieri comunali di poter verificare la legittimità della stessa trattativa privata. Si ricordano qui di seguito alcuni passaggi illuminanti della recente sentenza TAR Piemonte, 10 luglio 2015, n. 1154, che ammette la trattativa privata in deroga alla regola per cui la vendita deve avvenire per gare: <<in tutti i casi in cui al confronto concorrenziale ostino fatti oggettivamente impeditivi, in ragione della sussistenza di presupposti d’ordine tali da impedire, se non al prezzo di svantaggi sproporzionati, la ricerca di altre soluzioni basate sul previo espletamento della gara >> con la conseguenza che <<il ricorso alla procedura negoziata senza pubblicazione del bando, pur integrando la più evidente eccezione al principio generale della concorsualità tipica della procedura aperta, costituisce una soluzione sempre praticabile nel sistema della contrattualistica pubblica, pur risultando circoscritta ad ipotesi tassative, e vincolata a rigorosi oneri procedurali e motivazionali che puntano a valorizzare nella misura massima possibile la trasparenza e l’imparzialità dell’azione amministrativa>>.

 

 


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

4 commenti su “Il caso LGH – A2A