Licenziamento di massa di circa 100 lavoratori del trasporto locale e nessuna garanzia per gli autobus a metano: un disastro per Pavia Provincia a firma PD! Chiesto un tavolo urgente di confronto 2


Trasporto pubblico locale: si sta profilando il più grande licenziamento di massa della Provincia di Pavia, il rischio è sempre più concreto. Polizzi (M5S): “Ci sono i lavoratori in stato di allarme. Ci hanno contattato per dire che tutto quanto prospettato dal M5S un anno fa in Consiglio comunale sta accadendo davanti ai loro occhi”. Infatti, la società Autoguidovie che si è aggiudicata l’appalto ha confermato l’assunzione di solamente 406 persone su 450 circa addette. E i lavoratori in sub-appalto non hanno alcuna garanzia perché nessun settore in sub-appalto è stato previsto nel Disciplinare di gara: parliamo di altri 40-50 lavoratori. Se si verificherà questo ‘licenziamento di massa’ di circa 100 lavoratori la responsabilità politica sarà tutta del PD, del Presidente della Provincia Bosone e del Sindaco Depaoli. Ho inviato richiesta formale al Sindaco, al Presidente del Consiglio comunale e ai capi-gruppo di convocare un tavolo di confronto urgente con i lavoratori, le loro rappresentanze sindacali e i vari attori in campo. C’è poi un altro aspetto: nessuna garanzia sulle modalità di trasporto è indicato nel Disciplinare di gara: il rischio è buttare soldi pubblici spesi per la flotta bus a metano e un’aria ancora più sporca in Pavia e Provincia. Ancora Polizzi: “Dico ai lavoratori di essere solidali l’uno con l’altro. Saranno tempi duri per loro. Noi del M5S faremo tutto quanto è in nostra disposizione. E sono preoccupato per la qualità dell’aria di Pavia: peggiorerà ulteriormente, consegnando a Pavia e Provincia l’ennesima maglia nera”.

PER APPROFONDIRE

La Provincia di Pavia ha dato l’aggiudicazione definitiva della gara per il Trasporto Pubblico Locale (su tutto il territorio provinciale) ad Autoguidovie, dopo aver escluso il Consorzio dei gestori locali TPLO (di cui fanno parte Line, PMT, STAV, SAPO, STAC). TPLO, la cui offerta, prima dell’esclusione, era stata giudicata la più vantaggiosa. I gestori del TPLO hanno impugnato l’aggiudicazione presso il TAR della Lombardia e attualmente è pendente il ricorso. Il bando di gara, così come è stato disegnato dall’amministrazione provinciale, conteneva diverse criticità dal punto di vista dell’occupazione (a rischio un numero altissimo di posti di lavoro) e di quello ambientale e della salute dei cittadini. Quando, lo scorso luglio, in un infuocato consiglio comunale, il consigliere del M5S Polizzi aveva posto la questione in aula, dalla maggioranza erano arrivate risposte arroganti e ironiche. L’allora capogruppo del PD Brendolise accusava il M5S di allarmismo immotivato, e a fargli eco c’era l’assessore Lazzari e Gramiglia. Ora che la gara si è conclusa, quelle preoccupazioni sono riemerse in tutta la loro urgenza e gravità, e lo stato dei fatti smentisce le superficiali rassicurazioni del PD e conferma, nostro malgrado, le osservazioni formulate una anno fa dal M5S. La questione è complessa, vediamone i dettagli.

QUESTIONE AMBIENTALE E RISCHI PER LA SALUTE DEI CITTADINI

A Pavia esiste una flotta di 34 autobus a metano – dopo Brescia è la seconda per grandezza di tutta la Lombardia –  che è stata costruita in anni di lavoro e investimenti, per far fronte all’inquinamento atmosferico derivante dalle emissioni dei mezzi a gasolio. Si pensi che soltanto l’impianto per la distribuzione di metano ha ricevuto un contributo pubblico di 1 milione di euro destinato ad ASM (nell’anno 2000, prima della costituzione di Line, ASM ha realizzato all’interno della propria sede tali impianti per il rifornimento degli autobus). Gli autobus a metano, inoltre, sono più costosi di quelli a gasolio e per questo godono di un finanziamento pubblico superiore (pari al 70% del costo di un autobus a metano, parliamo di circa 210.000 euro a fronte del costo complessivo pari a euro 310.000). La gara bandita dalla Provincia includeva per legge anche il servizio urbano del Comune di Pavia. Il Comune di Pavia, se da un lato ha delegato la Provincia come stazione appaltante, dall’altro lato ha chiesto formalmente che il servizio urbano rimanesse invariato, poiché il PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile) era – ed è ancora – in fase di definizione. Il Comune, in sostanza, ha detto alla Provincia che fino a quando il PUMS non sarà approvato, il servizio di trasporto pubblico deve rimanere invariato in termini di linee e di modalità operative. Ma la Provincia, per oscuri motivi, nel recepire le indicazioni del Comune, si è limitata a registrare il mantenimento delle linee attuali, “dimenticandosi” di definire il mantenimento invariato anche delle modalità del servizio. Ovvero: gli autobus a metano.

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In buona sostanza, la Provincia, contravvenendo alle indicazioni del Comune, ha bandito una gara con la previsione di un servizio con bus a gasolio. Questo ‘errore’ marchiano rischia di dissipare gli sforzi economici sostenuti a suon di milioni pubblici (soldi anche dei pavesi!) per costituire una flotta di autobus a metano, creando inoltre allarme per la salute dei cittadini. Perché se è vero che la tecnologia ha permesso di rendere le emissioni di gasolio molto meno inquinanti di un tempo, è anche vero che l’impatto ambientale del metano continua a essere di gran lunga più basso. Questa mancata comunicazione fra Comune e Provincia risulta essere ancora più paradossale, se pensiamo che l’assessore alla mobilità del Comune, Davide Lazzari, all’epoca era contemporaneamente capo di gabinetto della Provincia: e aveva sotto controllo l’intera situazione!

Si pongono quindi due questioni:

1. Nell’attuale bando non vi è garanzia alcuna riguardo l’utilizzo degli autobus a metano. Perché?

2: L’Assessore Lazzari non poteva non sapere o non avere l’agibilità politica per far presente il tema dal momento in cui all’atto di formazione del bando lo stesso Lazzari era al contempo assessore alla mobilità presso il Comune di Pavia e capogabinetto del Presidente della Provincia di Pavia Bosone.

I LAVORATORI: QUASI 100 PERSONE RISCHIANO DI PERDERE IL POSTO

Il bando di gara della Provincia prevedeva – ancora una volta per ragioni oscure – che il numero massimo dei dipendenti occupati nel settore fosse di 406 unità. Ma la Provincia di Pavia sa perfettamente che, attualmente, sono circa 450 i dipendenti totali per svolgere il servizio sull’intera Provincia, oltre i lavoratori addetti ai sub-appalti (che sono autorizzati dalla Provincia, pari a un numero fra i 40 e i 50 lavoratori). A fronte di tutte queste informazioni in possesso della Provincia di Pavia, perché la Provincia di Pavia ha indicato il numero di addetti?

Hanno cercato di prenderci in giro!

L’assessore provinciale Gramiglia, in data 9 luglio 2016 scrive al sindacalista Painelli (FAISA)  dicendo che il numero di 406 dipendenti non è il numero massimo, ma il numero minimo previsto dal bando. Ma nessuno, giustamente, gli crede, tanto è vero che, a seguito delle proteste portate avanti dai lavoratori in Consiglio comunale, il Presidente della Provincia Bosone, il Sindaco Depaoli e i sindacati CGIL-CISL e UIL firmano un testo in cui Presidente della Provincia e Sindaco si impegnano per trattare col nuovo vincitore della gara per assicurare i posti di lavoro. Nel frattempo c’è la proroga.

Qualche giorno fa nell’autostazione adiacente la stazione ferroviaria viene esposto da Autoguidovie (ossia l’aggiudicatrice dell’appalto) un foglio in cui sono inseriti i dati del servizio che l’azienda vincitrice intende assicurare: 406 dipendenti (con perdita di 40-50 posti, poiché in forze sono circa 450 circa), oltre i dipendenti dei sub-appalti (in quanto non previsti nel bando di gara) per circa 40 – 50 lavoratori. Quasi 100 persone vedono a rischio il proprio posto di lavoro: si profila un licenziamento di massa!

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2 commenti su “Licenziamento di massa di circa 100 lavoratori del trasporto locale e nessuna garanzia per gli autobus a metano: un disastro per Pavia Provincia a firma PD! Chiesto un tavolo urgente di confronto

  • Pasquale (Lino) Balzano

    Qui siamo alla pura follia. Anche ammesso che il bilancio complessivo per l’utilizzo dei bus a metano risulti sfavorevole rispetto al gasolio (peraltro ammortizzabile dato il miglior rendimento della motorizzazione a metano) i benefici per l’ambiente devono essere perseguiti indipendentemente da mere considerazioni economiche. E’ assurdo che venga emanato un bando privo di parametri inderogabili quale l’utilizzo di veicoli a minor impatto ambientale (escludendo l’elettrico poichè attualmente sposta soltanto l’inquinamento alle centrali alimentate da fonti non rinnovabili che sono in Italia ancora la maggioranza). A Pavia, che dispone di una discreta flotta di tali veicoli, si dovrebbe perseguire via via la sostituzione dei vecchi veicoli diesel con quelli a metano e possibilmente con la migliore omologazione al momento disponibile (euro6).
    Come al solito sembrano prevalere l’incompetenza e la faziosità ma forse c’è anche qualcosa di peggio.