Caso Lazzari


Le dimissioni dell’Assessore Lazzari perché indagato per turbativa d’asta sono solamente una delle “tappe” di un percorso amministrativo che ha portato la città di Pavia ad essere nel caos totale riguardo la mobilità urbana. L’ultimo atto di una storia che racconta il degrado del trasporto pubblico, della qualità dell’amministrazione, e del rapporto fra i pavesi e la Giunta a guida PD.

Giuseppe Polizzi (Consigliere comunale M5S Comune di Pavia: «Immaturità e dilettantismo del PD, del Sindaco Depaoli e di tutta la Giunta. Peggio dell’amministrazione Cattaneo e della precedente Capitelli c’è solamente quella Depaoli. Cali il sipario. La città non ne può più».

Come MoVimento 5 Stelle nel corso di questi primi tre anni abbiamo denunciato più volte, in Consiglio comunale e in Commissione, il dilettantismo politico e l’immaturità amministrativa sui temi della mobilità urbana, sino a presentare una mozione di sfiducia nei confronti dell’Assessore Lazzari a febbraio di quest’anno, respinta col voto compatto di tutte la maggioranza PD e della Lista civica Depaoli.

Il PD, la Lista civica Depaoli e lo stesso sindaco hanno preferito attendere l’apertura di indagini a carico di un loro Assessore, prima di procedere a “dimetterlo”. Noi però ci avevamo provato prima, per la dignità delle Istituzioni pavesi, e per la manifesta incapacità amministrativa dimostrata in questi primi tre anni di mandato da parte di Lazzari, del PD, e di tutta la Giunta Depaoli, che hanno condotto Pavia nel totale caos.

 

Giuseppe Polizzi (consigliere comunale M5S Comune di Pavia): «Si poteva evitare di dover attendere che la magistratura aprisse una indagine per un così grave reato come la turbativa d’asta per dimettere l’Assessore Lazzari. C’era già per il m5s la consapevolezza della totale inadeguatezza di Lazzari, per i disastri fatti in questi tre anni. Abbiamo denunciato svariate volte i macro-errori e le opacità su diverse decisioni, che hanno portato la città nel caos. Prima la decisione di chiudere Via Milazzo, senza aver condiviso nulla con i residenti del Borgo Ticino. Poi il ritardo di oltre un anno nella presentazione del Piano urbano della mobilità sostenibile, un ritardo che non ha distolto Lazzari dall’assumere decisioni “sperimentali”, in cui i pavesi sono stati trattati come “cavie da laboratorio”: in tal senso vogliamo ricordare la decisione di chiudere Corso Cavour, senza che fosse previsto un sistema di trasporto pubblico che potesse in qualche modo compensare tale chiusura, e lo stesso si potrebbe dire per altri assi della città (come Corso Carlo Alberto e Corso Mazzini) dove Lazzari anziché amministrare con i pavesi, ha assunto decisioni a prescindere dagli interessi della città di Pavia e contro i pavesi. Ancor peggio quanto accaduto sul bando del trasporto pubblico locale: dal 2014 primi fra gli altri abbiamo denunciato il rischio per il licenziamento di 100 lavoratori del TPL. Inoltre, in questi tre anni abbiamo posto una domanda che ancora deve ricevere risposta da parte di Lazzari: perché col nuovo bando sul TPL ha deciso di dismettere la seconda flotta di autobus a metano in Lombardia, per i più inquinanti autobus a gas? Quando questa domanda è stata posta da noi decine di volte, ma Lazzari non ha mai risposto. Quando ha provato a porgliela un dipendente del Comune di Pavia, Lazzari l’ha minacciato di trasferimento dal proprio Ufficio. I pavesi sanno quanti soldi loro verranno buttati via da questa decisione? Oltre 2 mln di euro in termini di co-finanziamento degli autobus a mentano ricevuti da Regione Lombardia e quasi 10 mln di euro per il costo dell’impianto a metano voluto peraltro da una giunta di centrosinistra presso ASM. E la qualità dell’aria peggiorerà perché gli autobus a metano sono meno inquinanti degli autobus a a gas. Sul tema del TPL sono partiti ben quattro avvisi di garanzia, e attendiamo con fiducia l’esito delle indagini della magistratura come peraltro attendiamo con fiducia che la magistratura indaghi su quest’altro grave reato: turbativa d’asta. Senza dimenticare, ancora, il mezzo milione di euro persi, che dovevano servire per finanziare la ciclopedonale che avrebbe dovuto collegare Viale Brambilla con il Comune di S. Martino. La nostra azione, come opposizione, è quella promessa: “fiato su collo” nei confronti di Lazzari, del PD, e di tutta la Giunta Depaoli, e purtroppo ci rendiamo conto che se il PD ci avesse ascoltato oggi Pavia non sarebbe nel caos e non ci troveremmo a far dimettere un assessore perché indagato di un così grave reato. Oggi cala il sipario su Lazzari, speriamo a breve cali il sipario su una Giunta di dilettanti che, col PD, sta compromettendo il benessere della città Pavia».

MoVimento 5 Stelle Pavia

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