CASE POPOLARI: l’assessore Moggi non ha capito.


Nella lettera dal titolo “La casa, le sparate e la vita delle persone”, apparsa sulla «Provincia pavese» il 20 gennaio, in riferimento all’assemblea degli inquilini, che ha avuto luogo lo scorso 16 gennaio ed è stata promossa dal Movimento per il diritto alla casa, l’Assessore Alice Moggi, dato che io ero “presente alla riunione” e sono “un rappresentante delle istituzioni”, mi invita a prendere le distanze dalle posizioni espresse durante la riunione stessa.

È necessario precisare che l’Assessore Moggi non ha compreso le dichiarazioni dei partecipanti né i termini generali della questione. Nessuno ha mai dichiarato di voler occupare degli alloggi popolari: la proposta emersa riguarda invece il recupero di uno stabile abbandonato, che versa in uno stato di degrado e di incuria, che potrebbe diventare un luogo di accoglienza dignitoso per le famiglie che si trovano in emergenza abitativa.

Se l’Assessore Moggi fosse venuta all’assemblea alla quale, del resto, era stata invitata – o se anche avesse solamente mandato qualcuno in sua rappresentanza – probabilmente avrebbe compreso meglio, e avrebbe potuto dialogare direttamente con le famiglie e i cittadini presenti, anziché interpellarli tramite le pagine di un giornale, mettendoli in guardia sulle conseguenze di azioni che i cittadini stessi non hanno mai dichiarato di voler compiere, emettendo già contro di loro una sentenza di condanna penale.La sua assenza è stata un’occasione persa e l’ennesimo segnale di disinteresse dell’amministrazione Depaoli verso un dramma sociale gravissimo che incide, qui ed ora, sulla vita di moltissimi cittadini pavesi. Questo atteggiamento di chiusura è l’ennesima barricata che la giunta Depaoli alza non contro i problemi, ma contro i cittadini, ed è la conferma preoccupante di una prassi amministrativa che veicola tensioni e non risolve nulla

L’assessore mi invita a prendere le distanze: le rispondo invitando lei ad accorciarle, le distanze: si confronti con i cittadini, comprenda fino in fondo la gravità della situazione e faccia proprie le richieste di famiglie che vivono, quotidianamente, il dramma del disagio.

Io, che ero presente all’incontro (e in effetti ero l’unico rappresentante presente), ho appreso i dettagli di molte situazioni critiche e sono già al lavoro per portare diversi temi in Consiglio comunale: in via prioritaria, lo scorporo delle bollette dal canone di locazione Aler e gli interventi urgenti per le case popolari di Cascina Pellizza.

Non è con il paternalismo che si può disinnescare una bomba sociale come quella dell’emergenza abitativa, ma con la presa di coscienza dei problemi e una mirata e incisiva azione istituzionale. Se l’Assessore avesse accolto l’invito e avesse partecipato all’incontro, avrebbe apprezzato – come l’ho apprezzato io – l’altissimo livello del dibattito: famiglie informate, consapevoli, competenti, cittadini perfettamente coscienti dei loro doveri, ancor prima che dei loro diritti, proprio perché in gioco c’è la loro dignità, e quindi anche la dignità di tutti. Assemblee come questa, che vedono la partecipazione attiva e auto-organizzata della cittadinanza, sono una risorsa preziosa per la città di Pavia e le sue istituzioni.

Giuseppe Polizzi
Portavoce M5S
Comune di Pavia

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