TPL: 41 LICENZIAMENTI, 406 PRECARI e AUMENTO INQUINAMENTO!


TPL (Trasporto pubblico locale) a Pavia: 41 licenziamenti senza riassunzione e ben 406 licenziamenti con riassunzione (ma con peggioramento di tutte le condizioni di lavoro). Confermata la dismissione degli autobus a metano: aumento polveri sottili e peggioramento della qualità della vita. 

Dal 2014 il M5S è stata l’unica forza politica che in Consiglio comunale ha avuto il coraggio di denunciare i pericoli legati all’appalto del trasporto pubblico locale di un valore di circa 120 mln di euro (LEGGI QUI). Avevamo parlato già nel 2014 in Consiglio comunale di «Cento licenziamenti e un inquinamento senza precedenti a causa degli scarichi degli autobus a gasolio». Di questa situazione avevamo addebitato la responsabilità alla giunta a guida PD di Pavia città e della Provincia di Pavia. Ora la situazione è ben più grave di quanto non lo fosse già nel 2014. A rischio sono tutti i lavoratori del trasporto pubblico locale: 406 per l’esattezza, che Autoguidovie vuole licenziare e poi riassumere. Ciò provocherebbe gravi ripercussioni sulle condizioni di lavoro in particolare sotto il profilo della regolazione del contratto di lavoro, che con le nuove assunzioni ricadrebbe sotto la nuova normativa JOB ACT (con perdita della garanzia alla reintegrazione nel posto di lavoro ex art. 18 e una precarizzazione di fatto), con il concreto rischio di rimodulazione dell’orario di lavoro, della sede, del monte ore. Col pericolo che i lavoratori già in forze presso il Trasporto pubblico locale non superino le visite di idoneità alle mansioni o, siano abilitati in parte alle mansioni del contratto (con ciò potendo giustificare in futuro licenziamenti per sopravvenuta idoneità alle mansioni). Senza contare che per tale andrebbe via persa l’anzianità di servizio, istituto contrattuale al quale sono legati benefici normativi e retributivi di rilevante importanza. Poi ci sono 41 lavoratori che già per certo sanno che saranno licenziati e cui è stata inviata una lettera di messa in mobilità. In sintesi: tale licenziamento e riassunzione di 406 lavoratori e il licenziamento sicuro di 41 lavoratori provocherà una forte crisi occupazionale, un dramma sociale di estesa importanza. L’attuale Giunta comunale e quella della Provincia a guida PD-Forza Italia sapevano e non hanno fatto nulla, e anzi: hanno agevolato tale processo. Una tragedia nella tragedia. Un disastro.

A tutti i lavoratori del Tpl tutta la vicinanza del m5s. Abbiamo con voi combattuto una battaglia dura, prima di fronte l’indifferenza, poi di fronte chi raccontava bugie (il riferimento è alla clausola sociale che nell’appalto non era presente, ma millantata dalle giunte di Comune e Provincia), e ora di fronte alla compiuta realizzazione di un dissennato processo scaricato sulle spalle delle sigle sindacali coinvolte.

A questa grave situazione occupazionale, e di deterioramento delle condizioni di lavoro, si aggiunge la specifica questione degli autobus a metano e del peggioramento della qualità dell’aria in una Provincia già maglia nera per gli elevati livelli di PM10. Su questo abbiamo fatto per quattro anni domande che non hanno mai ricevuto risposta in Consiglio, in Commissione, sui media locali, regionali e nazionali: «Perché nel disciplinare di gara non sono state inserite le clausole che avrebbero garantito concretamente gli investimenti sugli autobus a metano? Come ha fatto il Sindaco a non accorgersi che, conferendo alla Provincia il ruolo di stazione appaltante del trasporto urbano fino alla definizione del Piano urbano mobilità sostenibile, la Provincia ha di fatto e unilateralmente modificato i termini dell’accordo, limitando le condizioni del trasporto pubblico urbano alle linee di servizio anziché a tutte le modalità? Non si è reso conto il Sindaco che in questo modo sono saltati i vincoli circa l’utilizzo degli autobus a metano? Per quale motivo tra i settori esclusi dal sub-appalto nel disciplinare di gara vi è il settore che si occupa di manutenzione degli autobus a metano?

Il rischio denunciato si è concretizzato. Se da lato la dismissione degli autobus a metano comporterà perdite di milioni di euro (oltre 2mln di euro solamente per il co-finanziamento ricevuto da Regione Lombardia per l’acquisto degli autobus a metano, e quasi 10 mln di euro per la costruzione dell’impianto di erogazione del metano) da altro lato, la dimissione degli autobus a metano provocherà un peggioramento della qualità dell’aria di Pavia. Infatti, con i bus a diesel ci saranno incrementi delle polveri sottili nell’aria ipotizzati in un + 10% rispetto agli autobus a metano (FONTE:http://www.linkiesta.it/it/ blog-post/2018/01/19/il-mondo- allincontrario-a-pavia-gli- autobus-elettrici-saranno- sostitui/26480/). Abbiamo già denunciato il “non far niente” del Sindaco Depaoli su tal punto, in termini di misure deflattive del PM10 (https://www. movimento5stellepavia.it/2017/ 10/25/pm10-perche-anno- sorpresa/); oggi, come facciamo dal 2014, denunciamo una scelta miope e sbagliata, che danneggia l’aria della nostra città e di tutta la provincia. Una scelta pro inquinamento e sicuramente no ecofriendly.

Giuseppe Polizzi

Movimento 5 Stelle Pavia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*