Referendum di Corso Cavour: notizie importanti!


Comunicazione importante sul referendum di Corso Cavour. Il Sindaco ha taciuto su una missiva del Prefetto dirimente per le sorti del referendum.

Abbiamo appena appreso (grazie a un accesso agli atti) di una missiva del Prefetto che in data 8 maggio 2018 è stata ricevuta al protocollo del Sindaco dove si afferma che per ragioni legate alla situazione di allarme internazionale dovuto al terrorismo, in vigenza della circolare Gabrielli «ogni iniziativa volta ad una eventuale riapertura dell’isola pedonale in questione [ndr: Corso Cavour] o qualsivoglia transito non strettamente connesso ad esigenze istituzionali e di pubblica o privata sicurezza, sia opportuno che venga riconsiderata quando verrà dichiarata, appunto, la cessazione del pericolo internazionale». Prosegue la missiva: «È noto, inoltre, che, in quella via, insistono diversi obiettivi sensibili quali, ad esempio, gli Uffici giudiziari di questa provincia e la sede ASCOM, i cui vertici non potranno essere coinvolti sull’ipotesi di riapertura della strada in questione nel corso di una apposita riunione di CPOSP (Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica) e ciò anche in ragione delle gravi responsabilità che discenderebbero dall’adozione di misure in deroga alle indicazioni fornite dal Capo di Polizia Gabrielli».

La missiva, ricevuta in data 8 maggio, mette una pietra tombale sulla riapertura di Corso Cavour, e dunque al di là dell’esito del referendum, Corso Cavour finché perdura tale situazione di allarme internazionale non può essere riaperto al trasporto pubblico locale. Ciò significa che anche se avesse vinto il sì, Corso Cavour sarebbe comunque rimasto chiuso al tpl.

Perché allora il Sindaco Depaoli, convocato su richiesta anche del m5s in Commissione di garanzia il 10 maggio, ben due giorni dopo il ricevimento di tale lettera, non ha ritenuto di informare la Commissione e i cittadini del Comitato per la riapertura di Corso Cavour al trasporto pubblico locale di tale missiva? Perché il sindaco ha tenuto nascosta questa lettera del Prefetto che di fatto cambia le sorti del referendum?

Il Sindaco Depaoli quindi voleva usare il referendum come strumento per farsi ricandidare sindaco di Pavia per le amministrative del 2019?

Pur sapendo da ben due giorni che il referendum avrebbe prodotto un risultato inutile, date le ragioni di sicurezza per la contingente situazione internazionale, ha consapevolmente taciuto omettendo di informare la Commissione di garanzia di questa importante missiva ricevuta appena due giorni prima, e al contempo ha proseguito forzando la mano sulla strada della consultazione popolare.

La ragione è chiara adesso. Ha tentato di utilizzare il referendum per ottenere una vittoria facile (ricordiamo che per la validità della consultazione popolare è richiesto che partecipano la metà più 1 degli avanti diritto). E ha tentato di farsi campagna elettorale parrebbe a spese dei contribuenti pavesi – il referendum costa quasi 200.000 euro- pur sapendo che il referendum, al di là del risultato, non avrebbe prodotto alcun risultato dati i paletti del Prefetto.

Un Sindaco che si comporta così è un Sindaco “alla frutta”. Nascondere una comunicazione così importante, non informare la commissione di garanzia, forzare la mano del referendum per ottenere una vittoria facile, è un comportamento inaccettabile per chi dovrebbe dare esempio di correttezza.

Giuseppe Polizzi
Movimento 5 Stelle Pavia

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