Agricoltura e Ambiente


Simone Verni – Consigliere Regione Lombardia MoVimento 5S

CARBONATI DI DEFECAZIONE DA FANGHI DI DEPURAZIONE: RICHIESTO ALLA PROVINCIA DI PAVIA IL RIGETTO DELL’ISTANZA PRESENTATA DALL’AZIENDA AGRICOLA ALLEVI DI FERRERA ERBOGNONE (PV).

Depositate le osservazioni sulla verifica di assoggettabilità a VIA relativa all’istanza dell’Azienda Agricola Allevi Srl di Ferrera Erbognone (PV) che richiede alla Provincia di Pavia di modificare il proprio impianto che, ad oggi, tratta principalmente da fanghi di depurazione, per produrre gessi di defecazione.

Se abbiamo ampiamente argomentato i motivi, per noi validi, rispetto ai quali l’impianto dovrebbe, a nostro avviso, essere almeno assoggettato a Valutazione di Impatto Ambientale – vedi la mancanza di documentazione resa pubblica o l’ubicazione dell’impianto in una zona dove sono già presenti fattori di forte pressione ambientale, come la raffineria ENI di Sannazzaro De’ Burgondi, posta ad una distanza inferiore a 500m in linea d’aria o la discarica di amianto ACTA Srl, posta anch’essa ad una distanza inferiore a 500m in linea d’aria – vi è tuttavia un elemento rispetto al quale chiediamo che la Provincia di Pavia rigetti l’istanza.

Le modifiche impiantistiche richieste dall’azienda che permetterebbero un incremento della produzione, passando da 228.000 t/anno a 242.000 t/anno, prevedono, in sostituzione dei gessi di defecazione da fanghi o da fanghi calcitati, la produzione di carbonati di defecazione.

Il D.Lgs. 75/2010 che norma i criteri tecnico/qualitativi necessari per l’immissione in commercio dei correttivi e dei fertilizzanti, prevede che il “Carbonato di calcio di defecazione” sia un prodotto ottenuto per idrolisi di materiali biologici mediante calce e successiva precipitazione con anidride carbonica.

Non contempla, come per i gessi di defecazione da fanghi, l’utilizzo dei fanghi quale origine per la produzione dei carbonati stessi.

Pertanto, si ritiene che la richiesta di modifica impiantistica presentata dall’azienda non sia in linea con la normativa vigente, non rispetti la procedura di valutazione, in quanto il progetto è secretato (impossibile da valutare nel merito) e non rispetta le prescrizioni regionali imposte per quell’area (DGR 7/9775 del 12/07/2002), sebbene si tratti di un ampliamento.

Quindi, a nostro avviso, è opportuno che la Provincia di Pavia rigetti l’istanza.

Crediamo che un atto concreto, come questo, sia il modo migliore per difendere il nostro pianeta.

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